Chiusura estiva: mese di agosto

 

La Biblioteca del Seminario sarà chiusa da giovedì 1 a venerdì 16 agosto 2019 e riaprirà al pubblico lunedì 19 agosto con il consueto orario, ovvero il lunedì, martedi, giovedì e venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00 e il mercoledì dalle 9.30 alle 17.30.

relax

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Presentazione del progetto “Rovigo-Levico-Rovereto, 1919-2019”

Giovedì 6 giugno presso la Sala degli Arazzi in Accademia dei Concordi si terrà la presentazione dell’anteprima Progetto Rovigo-Levico-Rovereto.

I ragazzi del Liceo Statale Celio-Roccati introdurranno i primi risultati del loro lavoro di ricerca sul Centenario della consegna, da parte della città di Rovigo, della bandiera italiana a Levico, ripercorrendo storie e rievocando personaggi che hanno vissuto la loro esperienza di esuli nella nostra città durante il primo conflitto mondiale.

La Biblioteca del Seminario ha accolto gli studenti  e ha fornito loro i documenti e gli strumenti bibliografici necessari alla buona riuscita del progetto, che proseguirà nell’autunno del 2019 con una serie di iniziative in collaborazione con Rovereto alla riscoperta della carismatica figura di  don Antonio Rossaro e della Famiglia Trentina a Rovigo.

manifesto 6 giugno

Festività Pasquali 2019

In occasione della Santa Pasqua e dell’anniversario della liberazione d’Italia, la Biblioteca del Seminario sarà chiusa dal 20 al 22, e dal 25 al 28 aprile.

Felice Pasqua dal personale della Biblioteca!

Crocefissione

Crocefissione (part.), soggetto di Jacopo Robusti detto Tintoretto, Rovigo, Seminario vescovile

 

Rigobello e l’Europa

A Badia Polesine un incontro promosso dalla Biblioteca del Seminario di Rovigo

Sabato 6 aprile alle ore 16 a Badia Polesine nella sala Soffiantini dell’Abbazia della Vangadizza avrà luogo l’incontro “Rigobello e l’Europa” promosso dalla Biblioteca del Seminario di Rovigo, dalla Consulta delle aggregazioni laicali della Diocesi, dalla parrocchia di S. Giovanni Battista di Badia Polesine con la collaborazione della Fondazione Luigi Stefanini di Treviso.

Matteo De Boni, segretario della Fondazione stessa, interverrà su Il tema dell’Europa in Armando Rigobello mentre Alberto Lo Presti, direttore di Nuova Umanità, svilupperà il tema Le sfide attuali dell’Europa. La giornata proseguirà con la S. Messa nella parrocchiale seguita da un momento di fraternità.

Rigobello e l'Europa

L’iniziativa del 6 aprile fa parte delle attività della “Cattedra Rigobello”, promossa per raccordare temi e problemi di oggi al pensiero del filosofo polesano, nato a Badia Polesine il 3 febbraio 1924 e deceduto a Roma il 4 aprile 2016. Armando Rigobello, pur ricoprendo impegnativi incarichi universitari e civili lontani dal Polesine, è sempre stato legato alla diocesi di Adria-Rovigo ove tornava volentieri nel ricordo degli anni lontani della formazione e dell’impegno quale dirigente dell’Azione Cattolica.

“A Badia” – ricorda don Bruno Cappato – “egli si è formato accanto ai sacerdoti della Parrocchia nel tempo rigoglioso e forte di una stagione straordinaria dell’Azione Cattolica. Di qui la sintesi naturale in lui dell’uomo di fede e del ricercatore, espressa nella vita, sia nello stile del dialogo e dell’incontro, sia del maestro e dell’insegnante da cattedre universitarie o da studi e pubblicazioni”.

L’aspetto più rilevante dell’esperienza culturale di Rigobello è costituito dall’insegnamento universitario e nel novembre 2016, le Università di Perugia, Roma Tor Vergata e Roma Lumsa hanno congiuntamente reso omaggio al grande filosofo con il convegno “Armando Rigobello. La filosofia come testimonianza”. Ricercatori e docenti si sono confrontati ed hanno offerto contributi legati alla sua figura e al suo pensiero.

StudiumNel 2018 la rivista “Studium” ha dato alle stampe le relazioni del Convegno che rappresentano, come scrivono nella presentazione i curatori Luigi Alici, Onorato Grassi, Giovanni Salmeri e Carlo Vinti, “il primo contributo organico di ricognizione, analisi e approfondimento dell’opera di Rigobello, incentrato sul rapporto tra ricerca e testimonianza”. Gli interventi sono stati raggruppati in tre grandi ambiti tematici, “Trascendentale e mondo della vita”, “Persona e interpretazione”, “In dialogo con il pensiero contemporaneo”. Seguono alcune testimonianze e una bibliografia scientifica curata da Matteo De Boni e Tommaso Valentini. Complessivamente si tratta di poco meno di 300 pagine, intense per livello scientifico, ricchezza dei contributi e varietà degli argomenti, che forse incutono qualche timore ai non addetti ai lavori. Una lettura attenta degli stessi però consente di recuperare, accanto alle idee, anche testimonianze singolari e di interesse sulla vita, studi, formazione, spiritualità,  rapporto col mondo civile di una persona quanto mai discreta e riservata.

Ne costituisce esempio il primo contributo, offerto dal prof. Enrico Berti dell’Università di Padova. Berti si presenta come “il più anziano degli allievi di Armando Rigobello” e ricorda la docenza del professore nel 1951-52 al Ginnasio-Liceo “Carlo Bocchi” di Adria, interrotta a causa dell’alluvione del novembre 1951. Alcuni studenti adriesi furono allora accolti al “Tito Livio” di Padova e a loro Rigobello, già legato all’ambiente universitario, “propose di continuare a svolgere il programma di filosofia interrotto ad Adria” – narra il prof. Berti – “e nei giardini dell’Arena di Padova, dietro la Cappella degli Scrovegni, Rigobello in una serie di pomeriggi tra il dicembre 1951 e il gennaio 1952, ci spiegò le cinque vie di san Tommaso per giungere all’esistenza di Dio”. Molti ricordi sono legati al comune impegno nell’Azione Cattolica negli anni vivaci delle presidenze di Carlo Carretto e Mario Rossi, come pure all’ospitalità presso “Casa san Pio X” e a momenti formativi: “Nell’estate del 1953, in attesa che avessero inizio i corsi universitari, scalammo insieme, Rigobello ed io, il Monte Rosa, leggendo Semi di contemplazione di Thomas Merton”.

Adriano Mazzetti

Articolo tratto da“La Settimana”, domenica 31 marzo 2019

Il sito internet della biblioteca da oggi anche in lingua inglese

Sono on-line alcune delle nuove pagine del sito internet della Biblioteca del Seminario di Rovigo in lingua inglese, un nuovo servizio creato per favorire l’accesso alle nostre informazioni di base.

Questo progetto è stato realizzato grazie all’esperienza di alternanza scuola lavoro di Anna Brusco, in servizio presso la biblioteca durante alcuni mesi del 2018.

Per visitare la versione tradotta del sito, nelle pagine dove possibile, cliccare sul link “Switch to English version” in basso in ciascuna pagina:

English

Enjoy!

Alla scoperta dei manoscritti: gli alunni della scuola primaria di Lusia in visita alla Biblioteca del Seminario

Scriptorium, amanuense, manoscritto, miniatura: nelle suggestive atmosfere evocate da queste parole si sono calati i ragazzi della scuola primaria O. R. Pighin di Lusia, in visita venerdì scorso alla Biblioteca del Seminario Vescovile di Rovigo.

lusiaAccompagnati dalle loro insegnanti e guidati dalla bibliotecaria Francesca Borella, hanno intrapreso un vero e proprio viaggio alla scoperta dei manoscritti, prodotti in epoca medievale da copisti che trascrissero migliaia di testi dell’antichità conservandoli in codici che li hanno preservati nei secoli fino ai giorni nostri.

Attenti alla spiegazione, curiosi e con la mano spesso alzata per porre domande ed interrogativi, i ragazzi hanno potuto vedere e toccare con mano libri antichi e pergamene, apprendere in cosa consisteva nel medioevo l’attività dei monaci amanuensi all’interno dei monasteri, conoscere i materiali e le tecniche da loro utilizzate, imparare il significato di termini specifici quali miniatore e copista ed ammirare alcuni esemplari, come un rotolo antico in lingua ebraica. Nella Sala Rigobello della biblioteca, attrezzata per lezioni frontali e dotata di videoproiettore, hanno inoltre visionato alcuni filmati illlustrativi su ciò che avevano appena appreso.

Prima di ripartire hanno infine visitato la redazione del settimanale diocesano La Settimana e gli studi di registrazione di Radio Kolbe, dove a microfoni accesi hanno salutato gli ascoltatori, a conclusione di una mattina piena di emozioni e di tante cose nuove da imparare.

Festività Natalizie 2018

Con questo Calendario trisecolare conservato dalla nostra Biblioteca vi auguriamo Buon Natale e un Felice Anno Nuovo.

Con l’occasione ricordiamo che la Biblioteca chiuderà al pubblico dal 24 dicembre 2018 al 4 gennaio 2019, e riaprirà al pubblico da lunedi 7 gennaio 2019 con i consueti orari.

 

Calendario Trisecolare
Gasparini, Giovanni Battista, Calendario trisecolare 1800-2100,  ecclesiastico-civile-storico-lunare. Verona, Arti Grafiche Chiamenti, 1932

La Grande Guerra a Rovigo in due recenti pubblicazioni

La Grande Guerra a RovigoSono state date recentemente alle stampe due pubblicazioni sulla prima guerra mondiale, entrambe presentate sabato 10 novembre durante l’atteso appuntamento “Su sentieri di guerra sognando la pace. Memorie e testimonianze sul conflitto del 1915-1918”, svoltosi presso l’auditorium del Seminario di Rovigo.

La prima pubblicazione, curata dall’Associazione culturale Renzo Barbujani, è intitolata “La grande guerra a Rovigo 1915-1918. Luoghi e personaggi nelle vie” ed è opera di Sandra Toso e Matteo Osti con la collaborazione di Adriano Mazzetti. Il volume a schede riccamente illustrato racconta storie di luoghi e personalità di rilievo legate al primo conflitto mondiale che spesso incrociamo leggendo i nomi delle vie della nostra città, una pubblicazione che offre un’interessante opportunità di lettura nell’anno delle celebrazioni del Centenario della fine della Grande Guerra. Il libro è acquistabile presso la Biblioteca “Antonio Carlizzi” gestita dall’Associazione Barbujani, situata all’interno della Scuola Media Parenzo in Via Corridoni 40 durante gli orari di apertura, ovvero lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 15.30 alle ore 18.30.

La seconda pubblicazione presentata è il nuovo numero dei “Quaderni della Biblioteca del Seminario”, l’undicesimo della serie, anch’essa contenente approfondimenti sul primo conflitto mondiale. In particolare l’attenzione è posta su alcuni brani di diari e di lettere scritte da seminaristi e preti cappellani che si trovavano al fronte, dai qualiQuaderno 11 emergono aspetti quotidiani della vita militare ma anche lo sforzo di questi giovani di dare senso alla propria faticosa esperienza. Il quaderno comprende inoltre un articolo sulle fonti documentarie sulla Grande Guerra conservate nell’Archivio diocesano, le quali sono state recentemente oggetto di riordino e sono quindi state messe a disposizione di studiosi e ricercatori. Completano il volume un saggio su Don Antonio Rossaro, direttore del settimanale diocesano in quegli anni, ed una bibliografia tematica per chi voglia approfondire l’argomento consultando libri e documenti dalle raccolte della Biblioteca del Seminario. Chiunque voglia averne una copia del quaderno può ritirarla gratuitamente presso la biblioteca in via Sichirollo 74 durante gli orari di apertura, ovvero lunedì, martedì, giovedi e venerdì dalle 9.30 alle 13.00, e mercoledì dalle 9.30 alle 17.30.

Grande partecipazione per l’appuntamento in ricordo dei cent’anni dalla fine della Grande Guerra 1915-1918

Tutti in piedi mentre il Coro Monte Pasubio intonava l’Inno di Mameli. Così si è aperto l’atteso appuntamento intitolato “Su sentieri di guerra sognando la pace. Memorie e testimonianze sul conflitto del 1915-1918”, svoltosi sabato 10 novembre presso l’auditorium del Seminario di Rovigo.

La Biblioteca del Seminario e l’Associazione culturale Barbuiani si sono messe insieme per dare voce a una realtà non pienamente conosciuta, ovvero la presenza dei cappellani militari e dei seminaristi diocesani nel primo conflitto bellico insieme alla descrizione delle vie di Rovigo che ricordano luoghi e personaggi del primo conflitto mondiale. La fonte storica è dai diari personali e dalle lettere inviate all’allora Vescovo Mons. Rizzi. Si tratta di fonti inedite che si condensano in memorie ancora vive e impregnate di sangue, racconti e testimonianze di giovani sacerdoti e seminaristi trascinati nei territori di guerra, provenienti dal fronte o dagli ospedali, i quali si confidavano con familiari e amici comunicando i momenti più difficili, sempre con animo pieno di fede, invocando e auspicando segni di fratellanza e armonia.

Paolo BordinPaolo Bordin, in rappresentanza dell’associazione Barbuiani ora presieduta da Umberto Pilatti, ha introdotto il tema, sottolineando l’importanza dell’incontro e invitando gli organizzatori per un breve intervento. Il Rettore del Seminario, don Paolo Cestarollo, ha ricordato alcuni valori, quali l’amicizia e la pace, che si dovrebbero perseguire sempre in ricordo di fatti luttuosi e coinvolgenti l’intera collettività. L’Assessore del Comune di Rovigo, Susanna Garbo, nel portare i saluti dell’amministrazione comunale, ha sottolineato la necessità di ripartire da quei sani principi che dovrebbero formare la società. Marco Chinaglia, per conto del Comitato Permanente per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali ed Ambientali in Polesine, ha rilevato la validità dell’iniziativa, quanto mai opportuna perché inserita nell’ambito della XXIV Settimana dei beni culturali, il cui tema è “La Grande Guerra e il Polesine: nelle retrovie del fronte”. Mons. Bruno Cappato, direttore della Biblioteca del Seminario, nel portare il suo contributo, ha ringraziato prima di tutto il dott. Adriano Mazzetti che si è dedicato con intelligenza e generosità a pensare e ad organizzare questa iniziativa; poi, riportando un episodio personale, faceva presente che La Grande Guerra a Rovigotutti i popoli sono chiamati ad essere uniti pacificamente sotto la comune preghiera del “Padre Nostro” che definisce la identità vera di ogni uomo e il rapporto che esiste tra le persone al di là del tempo e delle appartenenze. Il Coro Monte Pasubio, diretto dal Maestro Tempesta, ha intervallato alcuni brani propri e caratteristici di quel triste periodo.

Il prof. Leonardo Raito, studioso di storia, fin dalle prime battute della sua relazione ha messo in luce la brutalità delle ostilità interessanti milioni di uomini e che hanno distrutto famiglie e interi paesi. Ben oltre 650.000 furono le persone decedute e ancora più numerosi i feriti. Il volume “La grande guerra a Rovigo 1915-1918. Luoghi e personaggi nelle vie” racconta storie di combattenti che spesso incrociamo leggendo le vie dei nostri comuni a loro intitolate. Rovigo comprende infatti  numerosissime vie dedicate alla prima guerra mondiale, pur essendo stata una città di retrovia (che ha vissuto cioè la guerra prima e dopo). Vi erano collocati tanti ospedali, tra questi il Seminario Vescovile, Palazzo Roverella, l’edificio C. Roccati, l’ex Caserma Silvestri, la Chiesa del Sacro Cuore, l’ex Collegio dell’Angelo Custode, e altri.

Edoardo CarricatoQuanto alla corrispondenza si riscontra una enorme quantità di lettere, dove affiorano momenti di grande afflizione e di trepidazione, un immenso desiderio di pace e necessità di ricongiungimento con i propri cari. È stata una contesa anche di affetti, che alla fine vide una vittoria alquanto sofferta che concorse a creare la crisi dello Stato liberale e che portò con se il germe della nascente dittatura. Sono germogliate tante “microstorie” fatte di diverse percezioni e sensibilità, che fanno capire come il compito e la presenza dei cristiani siano state importanti e quello dei cappellani “coagulanti”. Per questo, continuava il relatore, non possiamo dimenticare le radici cristiane che si possono riscoprire nel ruolo dei cattolici a partire da quell’evento disastroso. Nell’undecismo “Quaderno della Biblioteca del Seminario” sono riportati alcuni brani di diari e di lettere scritte da seminaristi e preti cappellani, dove emergono aspetti quotidiani della vita militare ma anche lo sforzo di questi giovani di dare senso alla propria faticosa esperienza.

Fabiola FraccasciaVeramente belle, profonde e partecipate le considerazioni e le letture dei ragazzi del liceo classico “Celio- Roccati”, scritte da Edoardo Carricato e Matilde Chinarello della classe 4 A e da Fabiola Fraccascia della classe 4 B. Edoardo ha sottolineato che numerose sono le guerre nel mondo ma “nessuna di tutte queste risparmia vite umane, civili e militari, ma semina morte senza guardare nessuno in faccia”. Quanto ai cappellani e seminaristi coinvolti, Edoardo ha notato, dalla lettura delle lettere, che “erano persone umili, gioiose, serene e piene di vita, ben consapevoli del bisogno di pace che tutti, soldati e civili, villaggi e stati, avevano”. Fabiola, ha rimarcato come “la penna fu per loro un amico importantissimo” forse per “sopravvivere, o per recuperare quell’umanità celata dalla paura”, e si è chiesta come fosse possibile parlare di pace “circondati da morte, odio, violenza, dolore…”.

Il Vicario Don Damiano Furini, a conclusione, è intervenuto ringraziando sentitamente anche a nome del Vescovo Pierantonio Pavanello quanti si sono così ben adoperati per l’ottima riuscita del Convegno. Occorre fare memoria per creare e mantenere la pace: quando la storia si popola di nomi e cognomi, ha rammentato don Furini, non è più anonima. Si sono ricordati confratelli preti e seminaristi che hanno contribuito a costruire, partendo dai luoghi di sofferenza, con grande generosità e spirito di abnegazione e fede, la nostra Chiesa locale.

Giovanni Dainese

L’articolo intero è tratto da “La Settimana”, domenica 18 novembre 2018