Libri per la storia delle famiglie

Porte aperte alla Biblioteca del Seminario per la “Domenica di carta”

Biblio1Per la prima volta,  domenica 14 ottobre 2018, la Biblioteca del Seminario aderisce alla “Domenica di carta”, iniziativa promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali per far conoscere le istituzioni culturali del territorio. Quest’anno il Ministero ha proposto di presentare al pubblico di studiosi e semplici curiosi  gli strumenti per la ricerca storica sulle famiglie.

Documenti ecclesiastici e civili conservati presso l’Archivio diocesano, opuscoli, libri, fotografie  conservate nelle raccolte della Biblioteca del Seminario racconteranno storie di paesi, persone, famiglie.

Attraverso visite guidate da archivisti e bibliotecari, i visitatori potranno conoscere lo straordinario valore dei  documenti conservati presso le due Istituzioni, avranno occasione di vedere da vicino opere di straordinario valore storico e culturale e di accedere ai depositi di conservazione dei materiali.

La giornata consentirà di presentare la biblioteca e i suoi servizi e di far conoscere l’attività di recupero catalografico che da dieci anni sta riguardando la sezione moderna delle collezioni e quella di valorizzazione del ricco patrimonio librario antico. L’evento avrà inizio alle 15.30  fino alle 18.30.

 

Domenica di Carta 2018

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Chiusura estiva 2018

La Biblioteca del Seminario sarà chiusa per tre settimane da lunedì 6 agosto a venerdì 24 agosto 2018 e riaprirà al pubblico lunedì 27 agosto con il consueto orario, ovvero il mercoledì dalle 9.30 alle 17.30 e il lunedì, martedi, giovedì e venerdì mattina tramite appuntamento telefonico chiamando il numero 0425/360648 o scrivendo un’e-mail a bibliotecaseminariorovigo@gmail.com.

Sulla nostra pagina OpenWeb, easyweb.sbprovigo.it/openweb/ROV0SV, si possono trovare alcuni consigli di lettura sul tema del viaggio, in una vetrina bibliografica che raccoglie libri e volumi reperibili tra i nostri scaffali. OpenWeb è il nuovo il Social Opac del Sistema Bibliotecario Provinciale di Rovigo che si affianca a quello tradizionale in usoOpenWeb per la ricerca nel catalogo bibliografico locale, offrendo agli utenti una navigazione più amichevole e arricchita. Navigando su OpenWeb è possibile avere un quadro complessivo delle novità editoriali e delle nuove acquisizioni del Sistema Bibliotecario,  effettuare ricerche semplici e articolate nei fondi e nelle collezioni, vetrine personalizzate e percorsi di lettura ed essere aggiornati sulle attività ed appuntamenti delle biblioteche polesane.

Il percorso della parola: dal manoscritto al libro, al giornale e alla radio

Alunni in visita alla Biblioteca del Seminario

Andare a scuola ma invece dei soliti libri trovarsi a sfogliare libri antichi, pergamene, codici miniati e poi vedere la redazione di un giornale e la sala regia di una radio. E’ stata sicuramente una giornata da ricordare, piena di emozioni e di tante cose nuove da imparare, quella vissuta venerdì scorso dai ragazzi della classe quinta della scuola primaria “Pighin” di Lusia.

Accompagnati dalle loro insegnati, i 23 alunni hanno intrapreso il “viaggio nella storia della parola”. Dalla parola scritta sui testi antichi, a cui solo poche persone avevano il privilegio di accedere a quella parlata e trasmessa attraverso i nuovi media, che arriva a tutte le persone in un istante.

Nella prima parte della giornata, guidati dalla bibliotecaria Francesca, hanno fatto visita alla storica Biblioteca del Seminario. Hanno così potuto conoscere una affascinante realtà, che raccoglie oltre 100 mila volumi. Hanno visto e toccato con mano libri antichi e codici miniati, appreso il significato di tanti termini specifici, dal significato della parola biblioteca a quello di miniatura. E loro hanno seguito attenti la spiegazione, hanno posto domande e preso appunti.

Guidati dal collaboratore della radio Roberto, in seguito, hanno fatto visita anche alla redazione del settimanale diocesano La Settimana e agli studi di registrazione di Radio Kolbe. Proprio alla radio, a conclusione della visita, con le cuffie in testa e a microfoni accesi hanno voluto lanciare via etere le emozioni della giornata appena vissuta.

 

L’ultimo anno della Biblioteca del Seminario tra catalogazione, conferenze e convegni

In questi giorni la biblioteca del Seminario ha raggiunto quota 50.000 opere inserite nel catalogo del Sistema Bibliotecario della Provincia di Rovigo. Un traguardo di rilievo anche perché l’inserimento a catalogo ha riguardato soprattutto opere recenti, per le quali è consentito il prestito agli utenti e alle altre biblioteche della Provincia. Lo sviluppo delle catalogazioni è andato di pari passo con la crescita dei prestiti interni ed esterni, con l’accoglienza ai ricercatori impegnati in tesi ed indagini nelle diverse discipline.

50000

L’arrivo della biblioteca Rigobello e l’inserimento in corso della preziosa raccolta del filosofo badiese hanno ulteriormente accentuato contatti e presenze di studiosi provenienti da altri centri, del Veneto in particolare. Negli ultimi mesi accanto agli operatori della catalogazione si sono trovati in biblioteca per operare assieme per iniziative espositive od editoriali altri ricercatori che hanno dato vita ad un gruppo informale a disposizione di Enti ed Associazioni per contributi scientifici qualificati.

Da questo gruppo è nata la realizzazione della mostra Anni iam sunt mille sulla presenza benedettina nel Medio Polesine (Grignano, Costa, Gavello) che dopo essere stata ospitata a Palazzo Roncale a maggio 2017 nell’ambito del Festival biblico è stata riallestita a Gavello e quindi spostata a Costa di Rovigo. Collegate alla rassegna vi sono state serate ed incontri per l’illustrazione della mostra come pure lezioni presso le sedi delle Università per adulti di vari centri: Gavello, Polesella, Costa di Rovigo e, ad aprile di quest’anno a Rovigo presso l’Accademia dei Concordi. Ha concluso l’iter delle conversazioni sui Benedettini e sulla figura di san Beda un cordiale incontro e scambio di impressioni con gli aderenti al Serra club il 19 aprile scorso.

ArchivioRilevante ancora l’impegno della biblioteca per rievocare nella storica sala Sichirollo dell’Archivio di Stato ambiente, figure e vita del Seminario ivi presente sino al 1966. La giornata di studio svoltasi in collaborazione con l’Archivio di Stato e dal titolo Da luogo di formazione ad Istituto di ricerca si è conclusa nelle sale della biblioteca del Seminario con la presentazione della mostra fotografica Seminario: da chiostro a giardino predisposta dagli operatori della biblioteca e da un gruppo di seminaristi.

Oltre che operare in collaborazione con Istituzioni culturali la Biblioteca del Seminario ha sostenuto iniziative di Associazioni come la redazione dell’elegante volume Il Cinquecento a Rovigo realizzata dall’Associazione Renzo Barbuiani, presentata al Museo dei Grandi Fiumi a dicembre 2017 ed illustrata il 2 maggio scorso al gruppo rodigino dei Convegni di cultura “Maria Cristina di Savoia”.

Nei primi mesi del 2018 operatori e collaboratori sono stati impegnati per preparare le manifestazioni in ricordo dei 200 anni dal passaggio di 23 parrocchie delle arcidiocesi di Ravenna e Ferrara alla diocesi di Adria. Tali manifestazioni si sono svolte nelle giornate La Biblioteca Grisoni: libri, cultura e circolazione del sapere a Capodistria e nell'alto Adriatico tra Sette e Ottocentodel 24 aprile (incontro culturale a Castelmassa in collaborazione con l’Università popolare di tale centro) e del 30 aprile (itinerario in alcune parrocchie della Transpadana e celebrazione comunitaria a Ficarolo) con positivi risultati e notevole partecipazione, come ampiamente riferito sul settimanale diocesano.

Sempre la convergenza di studiosi e di appassionati della cultura e del libro nelle sale della biblioteca del Seminario ha consentito alla stessa di essere presente il 10 maggio scorso al palazzo pretorio di Capodistria al Convegno scientifico internazionale su La biblioteca Grisoni. Libri, cultura e circolazione del sapere a Capodistria e nell’Alto Adriatico tra Sette e Ottocento. La dott. Paola Vianello ha parlato sulla raccolta del vescovo Arnaldo Speroni che costituisce il fondo principale della Biblioteca del Seminario di Rovigo mentre Adriano Mazzetti ha delineato la costruzione della biblioteca Silvestri pervenuta nell’Ottocento ai Concordi.  Il dott. Mazzetti, parlando anche a nome di don Bruno Cappato direttore della Biblioteca del Seminario presente al convegno, all’inizio del suo intervento ha portato agli studiosi sloveni, in particolare a quelli di Capodistria il saluto della Accademia dei Concordi e degli operatori culturali rodigini ed ha auspicato la ripresa della collaborazione tra le Istituzioni culturali delle due città particolarmente feconda negli ultimi anni del Novecento.

 

Adriano Mazzetti

Articolo tratto da“La Settimana”, domenica 20 maggio 2018

“De salute dominici gregis”: i duecento anni della Transpadana

Doppio appuntamento per martedì 24 e lunedì 30 aprile

Duecento anni fa, il 1 maggio 1818, Papa Pio VII con la bolla “De salute dominici gregis” disponeva il passsaggio dalla arcidiocesi di Ferrara alla diocesi di Adria delle 21 parrocchie della Transpadana (Fiesso, Pissatola, Canaro, Trecenta, Bagnolo con Runzi, Sariano, Giacciano, Zelo, Occhiobello, Gurzone, Stienta, Gaiba, Ficarolo, Salara, Castelmassa, San Pietro in Valle con Bariano, Calto, Ceneselli, Bergantino,  Melara, S. Maria Maddalena) mentre le parrocchie della diocesi di Adria a sud del Po (Ro Ferrarese, Zocca, Guarda Ferrarese, Ruina, Rero, Cernacervina e Mesola) venivano aggregate a Ferrara. Il vescovo di Adria inoltre acquisiva giurisdizione sulle parrocchie di Crespino e Sant’Apollinare che sino al 1818 appartenevano all’arcidiocesi di Ravenna e passava dalla dipendenza ecclesiastica ravennate a quella veneziana.

Qualche anno prima, nel 1815, la Transpadana anche a livello civile e politico era stata aggregata alla Provincia di Rovigo, all’interno del Regno Lombardo Veneto, soggetto all’Austria.

Per ricordare questo passaggio civile ed ecclesiastico, per evidenziare il valore umano, culturale, religioso di questa parte rilevante della diocesi e soprattutto per riconoscerci parte di una Comunità cristiana ricca di storia e di valori sono state programmate nel corso del 2018 alcune iniziative, a cura della Biblioteca del Seminario di Rovigo e della Scuola diocesana di Formazione Teologica, in sintonia con le Comunità cristiane della Transpadana.

Transpadana

Martedì 24 aprile

Sala Polivalente, Piazza Garibaldi – Castelmassa – ore 15,00

1818-2018: DUECENTO ANNI DAL PASSAGGIO DELLE PARROCCHIE DELLA TRANSPADANA DALLE DIOCESI DI FERRARA E DI RAVENNA ALLA DIOCESI DI ADRIA

Con l’intervento del prof. Alberto Andreoli dell’Università di Ferrara e del prof. Filiberto Agostini dell’Università di Padova

A cura della Biblioteca del Seminario di Rovigo e dell’Università popolare di Castelmassa, Calto, Castelnovo Bariano

 

Lunedì 30 aprile

PERCORSO NELLA TRANSPADANA FERRARESE ED INCONTRO COMUNITARIO A FICAROLO

Ore 15,00: Partenza in pullman da Rovigo

Ore 15,45: Trecenta. Incontro con la Comunità e visita alla Chiesa di san Giorgio

Ore 16,30: Ceneselli. Incontro con la Comunità e visita alla Chiesa dell’Annunciazione

Ore 17,00: Castelmassa. Incontro con la Comunità e visita alla Chiesa di santo Stefano

Ore 18,00: Ficarolo. Incontro con la Comunità. Considerazioni sul Centenario. Visita alla Chiesa di sant’Antonino

Ore 19,00: S. Messa concelebrata dall’arcivescovo di Ferrara mons.  Gian Carlo Perego e dal vescovo di Adria Rovigo mons. Pierantonio Pavanello con i parroci e sacerdoti della Transpadana. Partecipa il Coro Polifonico della Cattedrale di Adria

Ore 22,00: Rientro a Rovigo

A cura della Scuola diocesana di Formazione Teologica e della Biblioteca del Seminario di Rovigo

 

In memoria di Armando Rigobello

A Badia Polesine un incontro promosso dalla Biblioteca del Seminario di Rovigo e dalla Fondazione Stefanini di Treviso

Sabato 7 aprile a Badia Polesine si terrà un incontro su Armando Rigobello nel secondo anniversario della scomparsa. L’iniziativa è promossa dalla Biblioteca del Seminario di Rovigo, destinataria della preziosa biblioteca e dell’archivio personale del prof. Rigobello, e dalla Fondazione Luigi Stefanini di Treviso con la collaborazione della Consulta dei laici della Diocesi di Adria Rovigo e l’adesione di Istituzioni ed Associazioni culturali ed ecclesiali.

Rigobello Aprile 2018Il programma badiese del pomeriggio del 7 aprile prevede alle ore 16,00 un saluto dei promotori della manifestazione e delle Autorità. Seguirà una riflessione dell’avv.  Vielmo Duò su Il prof. Rigobello e Badia Polesine. Interverrà quindi il prof. Luigi Alici dell’Università di Macerata, già Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica, sul tema: Persona e vita morale: il pensiero e la testimonianza di Armando Rigobello. Dopo la discussione ci si trasferirà nella Parrocchiale di san Giovanni Battista per la santa Messa prevista per le ore 18,30.

È questo il primo di una serie di appuntamenti annuali che sulla scia della testimonianza personale e delle idee del prof. Rigobello intendono approfondire e proporre riflessioni sui cristiani d’oggi chiamati ad un confronto e dialogo cosciente e coraggioso col mondo moderno.

Il cinquecento a Rovigo: personaggi nelle vie

Pubblicato il libro curato dall’Associazione Renzo Barbujani onlus, con la collaborazione della Biblioteca del Seminario di Rovigo

Storia, territorio e canto: questi gli elementi dell’appuntamento che ha visto convenire alla Sala Fiumina del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo sabato 17 dicembre un numeroso pubblico, che ha partecipato all’ultimo evento della XXIII Settimana dei Beni Culturali ed Ambientali, organizzata a livello provinciale dall’Apposito Comitato e che ha avuto come tema “Il ‘500 in Polesine: identità e patrimonio storico e artistico di un 500.1territorio tra Venezia e Ferrara, tra Riforma e Controriforma, tra Rinascimento ed Accademie”, organizzato dall’associazione Renzo Barbujani onlus con il Comune di Rovigo, il Museo, l’Associazione “Polifonico” Città di Rovigo e l’Associazione Culturale “Il Canto delle Muse – Rovigo Musica Antica”.

E’ stata l’occasione per la presentazione del libro “Il cinquecento a Rovigo: personaggi nelle vie”, pubblicato a cura dell’Associazione Renzo Barbujani onlus, e che è risultato di una ricerca condotta dalla vicepresidente Sandra Toso, con il supporto metolodologico e storiografico di Adriano Mazzetti e di Raffaele Peretto e con la collaborazione della Biblioteca del Seminario e del CPSSAE. L’idea, spiega Paolo Bordin, presidente della Barbujani, è stata quella di non redigere un saggio ma di editare un agile volumetto che raccogliesse schede di personalità del ‘500 con brevi cenni biografici e rimandi a opere, il tutto corredato con foto e immagini,  i cui nomi sono legati a vie, palazzi o ad altre evidenze monumentali in Rovigo, per ripercorrere anche una parta importante e significativa della storia della città, una piccola guida culturale anche se non esaustiva del capoluogo polesano.

Sono state così redatte diciotto schede riferite ad altrettanti personaggi del ‘500, che sono: Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Lorenzo e Cristoforo Canozi di Lendinara, Bartolomeo Roverella, Andrea Nicolio, Antonio Riccoboni, Beato Bernardino di Feltre, Antonio Burlini, Gaspare Campo, Giandomenico Roncale, Giovanni Bonifacio, Giovanni Tommaso Minadois, Girolamo Frachetta, Girolamo Frescobaldi, Issicratea Monti, Luigi Groto, Ludovico Ariosto, Ludovico Richieri, Xanto Francesco Avelli. Adriano Mazzetti nella sua relazione illustrativa ha passato in rassegna tutte queste personalità, citando aneddoti e rivelando curiosità, ricostruendo i loro rapporto con Rovigo e la sua comunità nel contesto delle vicende cittadine del ‘500, contribuendo così a fare un efficace affresco di quell’epoca che non fu priva di fermenti a livello locale.

Il volume ha ottenuto il patrocinio del Comune di Rovigo e della Provincia, ed è stato stampato grazie anche al contributo di alcuni sponsor, in primo luogo RovigoBanca, poi la Cattolica Assicurazioni, la Cassa Padana e RCE Foto.

 

Articolo tratto da“La Settimana”, domenica 24 dicembre 2017

Rivoluzione Galileo: l’arte incontra la scienza

In mostra a Padova fino al 18 marzo una pregevole stampa del 1600 proveniente dalla Biblioteca del Seminario

Scienziato, imprenditore, viticoltore, artista, farmacista, Galileo Galilei non è solo il formidabile rivoluzionario della scienza, ma anche un uomo dalla profonda cultura, un genio che, come tutti, ha passioni e debolezze. L’unicità del padre del metodo sperimentale si coglie in un affascinante viaggio dentro sette secoli d’arte in una grande mostra a Padova, inaugurata a Palazzo del Monte di Pietà il 18 novembre scorso e aperta fino al 18 marzo 2018.

Galileo1

Di Galileo, artista, poeta, letterato oltre che scienziato, parlano 150 opere nella rassegna concepita da Giovanni C. F. Villa e Stefan Weppelmann per la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Vi si delineano, per la prima volta, la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi protagonisti del mito italiano ed europeo. Capolavori dell’arte occidentale in dialogo con testimonianze e reperti diversi, per un’esposizione originale che consente di scoprire un protagonista della storia dell’umanità spesso più nominato che conosciuto.

Le molteplici sfaccettature della sua personalità si colgono lungo un percorso espositivo originale e ricco di testimonianze: dallo scienziato padre del metodo sperimentale al letterato esaltato da Foscolo e Leopardi, Pirandello e Ungaretti, De Sanctis e Calvino. Dal Galileo virtuoso musicista ed esecutore al Galileo artista, tratteggiato da Erwin Panofsky quale uno dei maggiori critici d’arte del Seicento; dal Galileo imprenditore – non solo il cannocchiale ma anche il microscopio o il compasso – al Galileo della quotidianità. Galileo2Poiché l’uomo, eccezionale per potenza d’intuizione e genio scientifico, lo era anche nei piccoli vizi e debolezze, quali gli studi di viticultura e la passione per il vino dei Colli Euganei – rifiutando la “vil moneta” baratta i suoi strumenti di precisione con vino “del migliore” – o la produzione e vendita di pillole medicinali. Numerose opere d’arte, a partire dagli splendidi acquerelli e schizzi dello stesso Galileo, disegnatore di alta qualità, documentano la “Rivoluzione Galileo”. Lo scienziato era un attento osservatore dell’arte che influenzò con le sue scoperte marchiando con le conquiste della scienza moderna la cultura artistica già nel primo Seicento: con la minuziosa resa della natura, come testimoniano le straordinarie opere di Brueghel e di Govaerts, e in una pittura che recepisce immediatamente la prorompente portata delle ‘macchine’ di Galileo.

Nel 1610 Galileo pubblica il Sidereus Nuncius e un effetto immediato si può scorgere nella celebre Fuga in Egitto di Adam Elsheimer, prima raffigurazione della Via Lattea; una notevole sezione di mostra racconta proprio della scoperta della Luna da Galileo, che ne riprodusse la faccia visibile con dettagli all’epoca sconvolgenti, fino ai giorni nostri. Poi, un racconto iconografico per capolavori, tra i quali spicca il dipinto del Guercino dedicato al mito di Endimione, con una delle prime raffigurazioni del cannocchiale perfezionato dallo scienziato pisano. In questa sezione è possibile ammirare una stampa del 1613 di proprietà della Biblioteca del Seminario Vescovile di Rovigo raffigurante la Fuga in Egitto, di Hendrick Goudt (da Adam Elsheimer).

Il curatore Villa porta i visitatori anche dentro alla “costruzione” del mito galileiano in epoca ottocentesca, secolo dei monumenti dedicati a Galileo, visto anche come uomo laico e testimone della scienza in opposizione all’oscurantismo religioso, per giungere alla trentaseiesima statua dei grandi padovani in Prato della Valle. Nella mostra è sviluppata anche un’ampia sezione d’arte contemporanea che da Previati, Pelizza da Volpedo e Balla giunge fino ad Anish Kapoor, al quale è dedicata l’opera di apertura. La parabola umana di Galileo, con successi, delusioni e dolori è testimoniata compiutamente in sette secoli di arte occidentale intrecciandosi con la scienza, la tecnologia e l’agiografia galileiana, a Padova che lo vide protagonista per 18 anni come docente. Un periodo che lo stesso scienziato ricordava come i più felici per la libertà concessagli dallo Studio patavino, allora ai vertici della cultura europea. Ed è la stessa Università degli Studi di Padova che, come ha annunciato il suo rettore, Rosario Rizzuto, ha deciso di affiancare alla mostra un programma di iniziative, incontri, approfondimenti sulla figura del genio toscano.

“Egli è ancora in grado di insegnare molto agli studenti di oggi: la libertà di pensiero, innanzitutto, la passione per la ricerca, la volontà di andare al di là di ciò che è il pensiero comune e lo può fare anche attraverso la mostra”, ha sottolineato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Antonio Finotti all’inaugurazione della mostra ribadendo inoltre una politica di prezzi contenuti con agevolazioni speciali per tutte le scuole.

Lo scrittore tedesco Borne scriveva: “Nel concerto del mondo i grandi spiriti sono solisti e le loro cadenze interrompono il ritmo uniforme della musica della vita”; la rassegna sa evidenziare il grande spirito dello scienziato e il suo impatto sulla civiltà mondiale. Imperdibile.

RIVOLUZIONE GALILEO: L’ARTE INCONTRA LA SCIENZA

Padova, Palazzo del Monte di Pietà

18.11.2017 – 18.03.2018

www.mostrarivoluzionegalileo.it

 

Stefania Sgardiolo

Articolo tratto da“La Settimana”, domenica 26 novembre 2017

Festività Natalizie 2017

La Biblioteca del Seminario sarà chiusa dal 27 dicembre al 5 gennaio in occasione delle festività natalizie, e riaprirà lunedì 8 gennaio 2018 con il consueto orario. In allegato, alcuni consigli di lettura sul Natale in una bibliografia che raccoglie libri e volumi reperibili tra i nostri scaffali:

FrecciaLetture per il tempo d’Avvento e di Natale

Auguri di buone feste dal personale della biblioteca!

 

Giuriati

Illustrazione di Paolo Giuriati

Cinquant’anni di studio e di ricerca nello storico edificio del Seminario di Via Sichirollo

Una storia che parte da lontano ed arriva ai nostri giorni con una formidabile ricchezza di cultura

“La fabbrica (del Seminario) è veramente maestosa con una ben disposta facciata, e un gran cortile che ha le sue logge intorno sì abbasso che in alto. V’è una scala assai nobile, un vasto dormitorio, un buon refettorio, la libreria, il teatro… e si ha buona ragione a sperare di vederlo in breve giro di tempo aperto agli studj e all’educazione della gioventù”. Così scriveva nel 1793 Francesco Bartoli nell’opera Le pitture sculture ed architetture della città di Rovigo, prima e validissima guida della città, richiamando i lavori in corso per la costruzione del seminario nuovo della diocesi realizzato dal vescovo mons. Arnaldo Speroni degli Alvarotti su disegno dell’architetto vicentino Domenico Cerato.

Archivio 1Sul progetto e sullo stile degli interventi edilizi di Cerato ha parlato ampiamente con documentazioni e disegni di grande interesse il prof. Stefano Zaggia mercoledì 29 novembre nella relazione di apertura del convegno Da luogo di formazione ad istituto di ricerca che si è svolto all’Archivio di Stato di Rovigo in occasione del 50^ della propria apertura al pubblico e dell’avvio di una crescente attività culturale e scientifica. L’iniziativa e stata congiuntamente promossa dall’Archivio di Stato e dalla Biblioteca del Seminario con l’intento di presentare agli studiosi e alla città una continuità ideale dalla fine del Settecento ai nostri giorni dell’edificio ideato dal Cerato.

L’appuntamento si è aperto con un caloroso benvenuto da parte del direttore dell’Archivio Luigi Contegiacomo seguito da un cordiale saluto del direttore della Biblioteca del Seminario don Bruno Cappato. Sono quindi intervenute la dott. Maria Pia Barzan del Segretariato Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e la dott. Alessandra Sguotti, assessore alla cultura del Comune di Rovigo, sottolineando l’apprezzamento per il servizio realizzato nella sede rodigina dell’Archivio e per le molteplici e qualificate esperienze di collaborazione. L’attività svolta in molti anni per il sostegno alle ricerche dei giovani, soprattutto universitari, come pure per favorire indagini storiche e catastali è stata ampiamente illustrata dal dr. Contegiacomo, protagonista non solo di un rilevante sviluppo dei servizi dell’Istituto divenuto sempre più riferimento per la vita culturale cittadina.

archivio-41.jpgI successivi interventi di due docenti universitari, Filiberto Agostini e Stefania Malavasi hanno confermato la stretta collaborazione per ricerche e per tesi di laurea che da molti anni si è instaurata tra gli atenei e un archivio come quello di Rovigo, caratterizzato da disponibilità ed apertura soprattutto verso i giovani ricercatori. Apertura più volte sottolineata dalla moderatrice dei lavori prof. Giorgetta Bonfiglio Dosio che ha dato atto di questo impegno al dr. Contegiacomo, prossimo alla pensione, anticipando al direttore uscente il cordiale ringraziamento che, a conclusione dei lavori, il dr. Pier Luigi Bagatin porgerà a nome degli altri operatori culturali polesani.

Dopo la pausa pranzo i lavori sono proseguiti sotto la guida di Adriano Mazzetti con le relazioni di Paola Vianello, di Emanuele Grigolato, di Marco De Poli e di don Torfino Pasqualin con interventi riguardanti le attività e il periodo nel quale l’edificio è stato sede del seminario diocesano.

La dott. Vianello, laureatasi col massimo dei voti e la lode pochi giorni or sono all’Università Cà Foscari di Venezia, ha presentato la sua ricerca sul vescovo Speroni e la biblioteca del Seminario soffermandosi sulle preziose opere della libreria del presule, tutte contrassegnate da eleganti ex libris. Il fondo speroniano infatti, costituisce il nucleo centrale della biblioteca del Seminario arricchita da donazioni di altri vescovi e sacerdoti nel corso dell’Ottocento e del Novecento e gestita con competenza e passione da bibliotecari di grande valore e capacità operative. In particolare nel corso del secolo scorso fu realizzata la catalogazione a stampa di oltre 20.000 volumi del fondo antico. Protagonista di questo impegno di catalogazione e di stampa fu don Aldo Balduin che, formatosi presso la  biblioteca vaticana negli anni ’30 del Novecento operò nella biblioteca del seminario per circa 60 anni qualificando e valorizzando il lavoro dei giovani seminaristi, anticipando in pratica quanto oggi propongono i programmi ministeriali con l’alternanza scuola-lavoro.

Archivio 2L’impegno di Aldo Balduin per biblioteca e tipografia è stato ricordato con un appassionato intervento da Emanuele Grigolato, funzionario e vice direttore dell’Archivio rodigino, mentre il dott. Marco De Poli, archivista presso l’Università di Padova e collaboratore dell’Archivio diocesano di Adria-Rovigo si è soffermato sull’Osservatorio astronomico annesso al Seminario, struttura di grande valore scientifico, avviata nel 1878 grazie alla competenza e passione del sacerdote polesano, don Gaetano Federspil. L’attività dell’Osservatorio, che nel corso della I guerra mondiale fornì informazioni quotidiane al servizio meteorologico del Comando Supremo, si protrarrà sino al 1952.

Ha concluso la serie delle relazioni pomeridiane don Torfino Pasqualin ricordando la vita quotidiana nel Seminario di via Sichirollo negli anni ’50-60 del Novecento, periodo caratterizzato da un alto numero di presenze di giovani, circa 200, e da intensa vita culturale e spirituale. Si è soffermato sul clima di serenità e di impegno che ispirava i programmi scolastici e il susseguirsi ordinato di attività nel corso della giornata: preghiera, messa, meditazione, scuola, passeggio, studio, ricreazione. Non mancavano momenti di distensione in un ambiente connotato da serietà ma anche da grande amicizia e cordiale collaborazione tra i seminaristi. Nella comunicazione di don Torfino ha trovato spazio anche il ricordo di professori e superiori. Tra questi il rettore mons.  Ferdinando Frison, il padre spirituale don Giuseppe Pavani, il prof. Giovanni Mari, il prof. Gino Marchi, mons. Fortunato Giavarini e don Fausto Andretto. A conclusione del suo intervento, illustrando alcuni episodi e atteggiamenti dei giovani che pur accettando pienamente le norme del seminario aspiravano ad una maggior conoscenza della cultura e della vita della società, il relatore ha posto in evidenza il graduale aprirsi dell’ambiente del seminario ad una dimensione più comunitaria ed attenta alle persone, partecipe del fermento che l’annuncio del Concilio stava portando anche nella nostra chiesa diocesana. Un grande applauso ha sottolineato l’apprezzamento del folto pubblico presente per la testimonianza di mons. Pasqualin, testimonianza che ha anticipato i temi della mostra inaugurata pochi minuti più tardi presso la biblioteca del Seminario.

Oltre ad un folto pubblico era presente ed è intervenuto mons. Vescovo, il rettore del Seminario don Paolo Cestarollo mentre una breve illustrazione dei pannelli della rassegna è stata proposta dal dr. Mazzetti e da Riccardo Volpin, uno dei seminaristi che assieme agli operatori della biblioteca del Seminario Francesca Borella e Francesco Tavernini hanno raccolto ed elaborato il materiale della mostra dal titolo significativo, Seminario: da chiostro a giardino.

Adriano Mazzetti

Articolo tratto da “La Settimana”, domenica 10 dicembre 2017