I bibliotecari polesani a lezione dai restauratori dell’Abbazia di Praglia

La Biblioteca del Seminario di Rovi­go, in un quadro di collaborazione e di impegno con le varie realtà culturali del territorio, ha offerto il 20 aprile scorso una “Giornata di studio per i bibliotecari po­lesani” sui problemi della conservazione del libro. La giorna­ta è stata guidata a cura del prestigioso Laboratorio di Re­stauro dell’Abbazia di Praglia ed ha avu­to momenti pratici e teorici. Alla giornata di studio, che ha ottenuto il patrocinio della Regione Veneto, hanno aderito ben 34 bibliotecari ed operatori cul­turali del Pole­sine, alla chiu­sura dei lavori è stato rilasciato anche un attestato. Per l’occasione sono intervenuti i restauratori dell’Abbazia di Praglia dom Cristiano Ballan, Alberto Benato e Gloria Biasin. L’incontro formati­vo sulla conservazione e sulla conoscenza dei libri moderni ha riguardato ar­gomenti relativi alla pre­venzione, conservazione e consultazione dei libri e si è svolto per lo più con l’uti­lizzo di slide.

Locandina_corsoL’intervento di Alberto Benato, nella prima parte della mattinata, ha affron­tato il tema relativo alle varie tipologie di carta uti­lizzata e le legature più dif­fuse da metà ottocento fino ad oggi, compreso l’uso delle sovracoperte. “La carta moderna dalla metà dell’800 fino ad oggi – ha spiegato Benato – è di scarsa qualità, e risulta molto fragile ed estrema­mente ossidata” al riguar­do il relatore ha trattato anche il tema della carta patinata realizzata per ave­re maggiore lucentezza. Sul tema relativo alla lega­tura più utilizzata dall’800 ad oggi, Benato, ha parlato dei prodotti industriali ap­plicati al libro anche se non di pregio come: la creazio­ne del dorso liscio, del ca­pitello che diventa cucito a macchina e l’uso del cuoio marocchino.” Con l’avvento dell’era industriale anche per il li­bro si punta all’estetica – ha detto Benato – e anche per le lega­ture del libro si impone la moda, tra gli stili compa­iono il floreale ed il liberty, e tra le legature, la mez­za legatura inizia ad avere suc­cesso. Di questo periodo sono le famose miniatu­re dei fratelli Sal­min che avevano delle legature in marocchino con espressioni in oro”. Il tema della conservazione del libro, dai parametri ambientali per una buona conservazione al controllo degli ambienti per la pre­venzione di eventi “ecce­zionali”, che possono dare luogo a danni ingenti alle raccolte, è stato affrontato da Gloria Biasin. “Il libro – ha spiegato – è soggetto ad alterazioni dovute a fattori interni, come l’origine del­la carta e a fattori esterni come la temperatura, che se si aggira attorno ai 30 gradi può determinare la presenza di topi ed insetti, dall’altro lato la presenza di umidità può essere assor­bita dal materiale cartaceo e causare un rigonfiamen­to del libro portando ad un’ossida­zione della carta. Molto importante per la con­servazione dei libri è il ricircolo dell’aria, in essa però ci possono anche essere delle sostan­ze inquinan­ti dannose per il materiale libraio che possono portare alla for­mazione di acidi. Anche l’errata illuminazione – ha affermato Biasin – può es­sere essa stessa fonte di de­grado di un libro che può provocare imbrunimenti. Per quanto riguar­da gli arredi non c’è un tipo di scafalatura adatta”.

Alle lezioni teori­che durante la mattina­ta ha fatto seguito una dimostrazione pratica di come si conserva un libro che ha coinvolto tutti i corsisti, in questa fase si sono impegnati a rimuovere la polve­re dai libri mediante la spolveratura facile da eseguire, ma molto importante per la con­servazione dei libri. Ai corsisti sono stati distribuiti libri, gomme e pennelli giapponesi adeguati a rimuovere lo sporco superficiale e negli in­terstizi dei volumetti.

Gruppo_corsoAll’evento è intervenu­to anche l’assessore comu­nale alla cultura Andrea Donzelli che, dopo aver dato il benvenuto ai corsi­sti, ha riconosciuto che la Biblioteca del Seminario di Rovigo, con i suoi 140.000 volumi rappresenta un ec­cellenza per la città. “Que­sta Biblioteca ha un fascino incredibile- ha detto Don­zelli- toccare un libro anti­co mi dona un’emozione fuori dal comune”. Al riguardo ha ricorda­to di aver organizzato per il settore cultura, una serie di appuntamenti per un fruttuoso confronto con gli operatori della cultura, che si terranno nella sala Flu­mina del Museo dei Grandi Fiumi, il 25 maggio per la letteratura, il 1 giugno per l’archeologia e il 3 giugno per gli impegni culturali.

Nella Biblioteca del Semi­nario ci sono inoltre diver­si volumi di pregio come le oltre 700 cinquecentine ed una sessantina di incu­naboli. Inoltre è presente anche una sezione molto ricca di storia locale ed una ricca collezione di stampe antiche. La Biblioteca, diretta da mons. Bruno Cappato vanta la collaborazione del dottor Adriano Mazzetti, ed ha sede in Via Sichirollo 74 a Rovigo, negli ambienti restaurati dell’ex Collegio Angelo Custode, assie­me all’Archivio dioce­sano e alla redazione de “la Settimana” e di “Radio Kolbe”.

La giornata dedicata alla conservazione del libro, preparata con cura dai collaboratori France­sca Borella e Francesco Tavernini, si è avvalsa della ricca esperienza del Laboratorio di Re­stauro dell’Abbazia di Praglia, realtà stimata e conosciuta ben oltre i confini nazionali. L’iniziativa si è svolta con l’adesione dell’Ac­cademia dei Concordi e l’accordo della Bibliote­ca capitolare di Adria e della Biblioteca del Cen­tro Mariano di Rovigo.

Silvia Fantinati

Articolo tratto da “La Settimana”, domenica 1 maggio 2016

 

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Continua e procede spedito il lavoro di recupero catalografico dei volumi della Biblioteca del Seminario: in questi giorni abbiamo raggiunto e superato il traguardo di 40.000 record inseriti nel catalogo del Sistema Bibliotecario Provinciale di Rovigo easyweb.sbprovigo.it

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