Festività Natalizie 2017

La Biblioteca del Seminario sarà chiusa dal 27 dicembre al 5 gennaio in occasione delle festività natalizie, e riaprirà lunedì 8 gennaio 2018 con il consueto orario. In allegato, alcuni consigli di lettura sul Natale in una bibliografia che raccoglie libri e volumi reperibili tra i nostri scaffali:

FrecciaLetture per il tempo d’Avvento e di Natale

Auguri di buone feste dal personale della biblioteca!

 

Giuriati

Illustrazione di Paolo Giuriati

Cinquant’anni di studio e di ricerca nello storico edificio del Seminario di Via Sichirollo

Una storia che parte da lontano ed arriva ai nostri giorni con una formidabile ricchezza di cultura

“La fabbrica (del Seminario) è veramente maestosa con una ben disposta facciata, e un gran cortile che ha le sue logge intorno sì abbasso che in alto. V’è una scala assai nobile, un vasto dormitorio, un buon refettorio, la libreria, il teatro… e si ha buona ragione a sperare di vederlo in breve giro di tempo aperto agli studj e all’educazione della gioventù”. Così scriveva nel 1793 Francesco Bartoli nell’opera Le pitture sculture ed architetture della città di Rovigo, prima e validissima guida della città, richiamando i lavori in corso per la costruzione del seminario nuovo della diocesi realizzato dal vescovo mons. Arnaldo Speroni degli Alvarotti su disegno dell’architetto vicentino Domenico Cerato.

Archivio 1Sul progetto e sullo stile degli interventi edilizi di Cerato ha parlato ampiamente con documentazioni e disegni di grande interesse il prof. Stefano Zaggia mercoledì 29 novembre nella relazione di apertura del convegno Da luogo di formazione ad istituto di ricerca che si è svolto all’Archivio di Stato di Rovigo in occasione del 50^ della propria apertura al pubblico e dell’avvio di una crescente attività culturale e scientifica. L’iniziativa e stata congiuntamente promossa dall’Archivio di Stato e dalla Biblioteca del Seminario con l’intento di presentare agli studiosi e alla città una continuità ideale dalla fine del Settecento ai nostri giorni dell’edificio ideato dal Cerato.

L’appuntamento si è aperto con un caloroso benvenuto da parte del direttore dell’Archivio Luigi Contegiacomo seguito da un cordiale saluto del direttore della Biblioteca del Seminario don Bruno Cappato. Sono quindi intervenute la dott. Maria Pia Barzan del Segretariato Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e la dott. Alessandra Sguotti, assessore alla cultura del Comune di Rovigo, sottolineando l’apprezzamento per il servizio realizzato nella sede rodigina dell’Archivio e per le molteplici e qualificate esperienze di collaborazione. L’attività svolta in molti anni per il sostegno alle ricerche dei giovani, soprattutto universitari, come pure per favorire indagini storiche e catastali è stata ampiamente illustrata dal dr. Contegiacomo, protagonista non solo di un rilevante sviluppo dei servizi dell’Istituto divenuto sempre più riferimento per la vita culturale cittadina.

archivio-41.jpgI successivi interventi di due docenti universitari, Filiberto Agostini e Stefania Malavasi hanno confermato la stretta collaborazione per ricerche e per tesi di laurea che da molti anni si è instaurata tra gli atenei e un archivio come quello di Rovigo, caratterizzato da disponibilità ed apertura soprattutto verso i giovani ricercatori. Apertura più volte sottolineata dalla moderatrice dei lavori prof. Giorgetta Bonfiglio Dosio che ha dato atto di questo impegno al dr. Contegiacomo, prossimo alla pensione, anticipando al direttore uscente il cordiale ringraziamento che, a conclusione dei lavori, il dr. Pier Luigi Bagatin porgerà a nome degli altri operatori culturali polesani.

Dopo la pausa pranzo i lavori sono proseguiti sotto la guida di Adriano Mazzetti con le relazioni di Paola Vianello, di Emanuele Grigolato, di Marco De Poli e di don Torfino Pasqualin con interventi riguardanti le attività e il periodo nel quale l’edificio è stato sede del seminario diocesano.

La dott. Vianello, laureatasi col massimo dei voti e la lode pochi giorni or sono all’Università Cà Foscari di Venezia, ha presentato la sua ricerca sul vescovo Speroni e la biblioteca del Seminario soffermandosi sulle preziose opere della libreria del presule, tutte contrassegnate da eleganti ex libris. Il fondo speroniano infatti, costituisce il nucleo centrale della biblioteca del Seminario arricchita da donazioni di altri vescovi e sacerdoti nel corso dell’Ottocento e del Novecento e gestita con competenza e passione da bibliotecari di grande valore e capacità operative. In particolare nel corso del secolo scorso fu realizzata la catalogazione a stampa di oltre 20.000 volumi del fondo antico. Protagonista di questo impegno di catalogazione e di stampa fu don Aldo Balduin che, formatosi presso la  biblioteca vaticana negli anni ’30 del Novecento operò nella biblioteca del seminario per circa 60 anni qualificando e valorizzando il lavoro dei giovani seminaristi, anticipando in pratica quanto oggi propongono i programmi ministeriali con l’alternanza scuola-lavoro.

Archivio 2L’impegno di Aldo Balduin per biblioteca e tipografia è stato ricordato con un appassionato intervento da Emanuele Grigolato, funzionario e vice direttore dell’Archivio rodigino, mentre il dott. Marco De Poli, archivista presso l’Università di Padova e collaboratore dell’Archivio diocesano di Adria-Rovigo si è soffermato sull’Osservatorio astronomico annesso al Seminario, struttura di grande valore scientifico, avviata nel 1878 grazie alla competenza e passione del sacerdote polesano, don Gaetano Federspil. L’attività dell’Osservatorio, che nel corso della I guerra mondiale fornì informazioni quotidiane al servizio meteorologico del Comando Supremo, si protrarrà sino al 1952.

Ha concluso la serie delle relazioni pomeridiane don Torfino Pasqualin ricordando la vita quotidiana nel Seminario di via Sichirollo negli anni ’50-60 del Novecento, periodo caratterizzato da un alto numero di presenze di giovani, circa 200, e da intensa vita culturale e spirituale. Si è soffermato sul clima di serenità e di impegno che ispirava i programmi scolastici e il susseguirsi ordinato di attività nel corso della giornata: preghiera, messa, meditazione, scuola, passeggio, studio, ricreazione. Non mancavano momenti di distensione in un ambiente connotato da serietà ma anche da grande amicizia e cordiale collaborazione tra i seminaristi. Nella comunicazione di don Torfino ha trovato spazio anche il ricordo di professori e superiori. Tra questi il rettore mons.  Ferdinando Frison, il padre spirituale don Giuseppe Pavani, il prof. Giovanni Mari, il prof. Gino Marchi, mons. Fortunato Giavarini e don Fausto Andretto. A conclusione del suo intervento, illustrando alcuni episodi e atteggiamenti dei giovani che pur accettando pienamente le norme del seminario aspiravano ad una maggior conoscenza della cultura e della vita della società, il relatore ha posto in evidenza il graduale aprirsi dell’ambiente del seminario ad una dimensione più comunitaria ed attenta alle persone, partecipe del fermento che l’annuncio del Concilio stava portando anche nella nostra chiesa diocesana. Un grande applauso ha sottolineato l’apprezzamento del folto pubblico presente per la testimonianza di mons. Pasqualin, testimonianza che ha anticipato i temi della mostra inaugurata pochi minuti più tardi presso la biblioteca del Seminario.

Oltre ad un folto pubblico era presente ed è intervenuto mons. Vescovo, il rettore del Seminario don Paolo Cestarollo mentre una breve illustrazione dei pannelli della rassegna è stata proposta dal dr. Mazzetti e da Riccardo Volpin, uno dei seminaristi che assieme agli operatori della biblioteca del Seminario Francesca Borella e Francesco Tavernini hanno raccolto ed elaborato il materiale della mostra dal titolo significativo, Seminario: da chiostro a giardino.

Adriano Mazzetti

Articolo tratto da “La Settimana”, domenica 10 dicembre 2017