Il cinquecento a Rovigo: personaggi nelle vie

Pubblicato il libro curato dall’Associazione Renzo Barbujani onlus, con la collaborazione della Biblioteca del Seminario di Rovigo

Storia, territorio e canto: questi gli elementi dell’appuntamento che ha visto convenire alla Sala Fiumina del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo sabato 17 dicembre un numeroso pubblico, che ha partecipato all’ultimo evento della XXIII Settimana dei Beni Culturali ed Ambientali, organizzata a livello provinciale dall’Apposito Comitato e che ha avuto come tema “Il ‘500 in Polesine: identità e patrimonio storico e artistico di un 500.1territorio tra Venezia e Ferrara, tra Riforma e Controriforma, tra Rinascimento ed Accademie”, organizzato dall’associazione Renzo Barbujani onlus con il Comune di Rovigo, il Museo, l’Associazione “Polifonico” Città di Rovigo e l’Associazione Culturale “Il Canto delle Muse – Rovigo Musica Antica”.

E’ stata l’occasione per la presentazione del libro “Il cinquecento a Rovigo: personaggi nelle vie”, pubblicato a cura dell’Associazione Renzo Barbujani onlus, e che è risultato di una ricerca condotta dalla vicepresidente Sandra Toso, con il supporto metolodologico e storiografico di Adriano Mazzetti e di Raffaele Peretto e con la collaborazione della Biblioteca del Seminario e del CPSSAE. L’idea, spiega Paolo Bordin, presidente della Barbujani, è stata quella di non redigere un saggio ma di editare un agile volumetto che raccogliesse schede di personalità del ‘500 con brevi cenni biografici e rimandi a opere, il tutto corredato con foto e immagini,  i cui nomi sono legati a vie, palazzi o ad altre evidenze monumentali in Rovigo, per ripercorrere anche una parta importante e significativa della storia della città, una piccola guida culturale anche se non esaustiva del capoluogo polesano.

Sono state così redatte diciotto schede riferite ad altrettanti personaggi del ‘500, che sono: Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Lorenzo e Cristoforo Canozi di Lendinara, Bartolomeo Roverella, Andrea Nicolio, Antonio Riccoboni, Beato Bernardino di Feltre, Antonio Burlini, Gaspare Campo, Giandomenico Roncale, Giovanni Bonifacio, Giovanni Tommaso Minadois, Girolamo Frachetta, Girolamo Frescobaldi, Issicratea Monti, Luigi Groto, Ludovico Ariosto, Ludovico Richieri, Xanto Francesco Avelli. Adriano Mazzetti nella sua relazione illustrativa ha passato in rassegna tutte queste personalità, citando aneddoti e rivelando curiosità, ricostruendo i loro rapporto con Rovigo e la sua comunità nel contesto delle vicende cittadine del ‘500, contribuendo così a fare un efficace affresco di quell’epoca che non fu priva di fermenti a livello locale.

Il volume ha ottenuto il patrocinio del Comune di Rovigo e della Provincia, ed è stato stampato grazie anche al contributo di alcuni sponsor, in primo luogo RovigoBanca, poi la Cattolica Assicurazioni, la Cassa Padana e RCE Foto.

 

Articolo tratto da“La Settimana”, domenica 24 dicembre 2017

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Rivoluzione Galileo: l’arte incontra la scienza

In mostra a Padova fino al 18 marzo una pregevole stampa del 1600 proveniente dalla Biblioteca del Seminario

Scienziato, imprenditore, viticoltore, artista, farmacista, Galileo Galilei non è solo il formidabile rivoluzionario della scienza, ma anche un uomo dalla profonda cultura, un genio che, come tutti, ha passioni e debolezze. L’unicità del padre del metodo sperimentale si coglie in un affascinante viaggio dentro sette secoli d’arte in una grande mostra a Padova, inaugurata a Palazzo del Monte di Pietà il 18 novembre scorso e aperta fino al 18 marzo 2018.

Galileo1

Di Galileo, artista, poeta, letterato oltre che scienziato, parlano 150 opere nella rassegna concepita da Giovanni C. F. Villa e Stefan Weppelmann per la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Vi si delineano, per la prima volta, la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi protagonisti del mito italiano ed europeo. Capolavori dell’arte occidentale in dialogo con testimonianze e reperti diversi, per un’esposizione originale che consente di scoprire un protagonista della storia dell’umanità spesso più nominato che conosciuto.

Le molteplici sfaccettature della sua personalità si colgono lungo un percorso espositivo originale e ricco di testimonianze: dallo scienziato padre del metodo sperimentale al letterato esaltato da Foscolo e Leopardi, Pirandello e Ungaretti, De Sanctis e Calvino. Dal Galileo virtuoso musicista ed esecutore al Galileo artista, tratteggiato da Erwin Panofsky quale uno dei maggiori critici d’arte del Seicento; dal Galileo imprenditore – non solo il cannocchiale ma anche il microscopio o il compasso – al Galileo della quotidianità. Galileo2Poiché l’uomo, eccezionale per potenza d’intuizione e genio scientifico, lo era anche nei piccoli vizi e debolezze, quali gli studi di viticultura e la passione per il vino dei Colli Euganei – rifiutando la “vil moneta” baratta i suoi strumenti di precisione con vino “del migliore” – o la produzione e vendita di pillole medicinali. Numerose opere d’arte, a partire dagli splendidi acquerelli e schizzi dello stesso Galileo, disegnatore di alta qualità, documentano la “Rivoluzione Galileo”. Lo scienziato era un attento osservatore dell’arte che influenzò con le sue scoperte marchiando con le conquiste della scienza moderna la cultura artistica già nel primo Seicento: con la minuziosa resa della natura, come testimoniano le straordinarie opere di Brueghel e di Govaerts, e in una pittura che recepisce immediatamente la prorompente portata delle ‘macchine’ di Galileo.

Nel 1610 Galileo pubblica il Sidereus Nuncius e un effetto immediato si può scorgere nella celebre Fuga in Egitto di Adam Elsheimer, prima raffigurazione della Via Lattea; una notevole sezione di mostra racconta proprio della scoperta della Luna da Galileo, che ne riprodusse la faccia visibile con dettagli all’epoca sconvolgenti, fino ai giorni nostri. Poi, un racconto iconografico per capolavori, tra i quali spicca il dipinto del Guercino dedicato al mito di Endimione, con una delle prime raffigurazioni del cannocchiale perfezionato dallo scienziato pisano. In questa sezione è possibile ammirare una stampa del 1613 di proprietà della Biblioteca del Seminario Vescovile di Rovigo raffigurante la Fuga in Egitto, di Hendrick Goudt (da Adam Elsheimer).

Il curatore Villa porta i visitatori anche dentro alla “costruzione” del mito galileiano in epoca ottocentesca, secolo dei monumenti dedicati a Galileo, visto anche come uomo laico e testimone della scienza in opposizione all’oscurantismo religioso, per giungere alla trentaseiesima statua dei grandi padovani in Prato della Valle. Nella mostra è sviluppata anche un’ampia sezione d’arte contemporanea che da Previati, Pelizza da Volpedo e Balla giunge fino ad Anish Kapoor, al quale è dedicata l’opera di apertura. La parabola umana di Galileo, con successi, delusioni e dolori è testimoniata compiutamente in sette secoli di arte occidentale intrecciandosi con la scienza, la tecnologia e l’agiografia galileiana, a Padova che lo vide protagonista per 18 anni come docente. Un periodo che lo stesso scienziato ricordava come i più felici per la libertà concessagli dallo Studio patavino, allora ai vertici della cultura europea. Ed è la stessa Università degli Studi di Padova che, come ha annunciato il suo rettore, Rosario Rizzuto, ha deciso di affiancare alla mostra un programma di iniziative, incontri, approfondimenti sulla figura del genio toscano.

“Egli è ancora in grado di insegnare molto agli studenti di oggi: la libertà di pensiero, innanzitutto, la passione per la ricerca, la volontà di andare al di là di ciò che è il pensiero comune e lo può fare anche attraverso la mostra”, ha sottolineato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Antonio Finotti all’inaugurazione della mostra ribadendo inoltre una politica di prezzi contenuti con agevolazioni speciali per tutte le scuole.

Lo scrittore tedesco Borne scriveva: “Nel concerto del mondo i grandi spiriti sono solisti e le loro cadenze interrompono il ritmo uniforme della musica della vita”; la rassegna sa evidenziare il grande spirito dello scienziato e il suo impatto sulla civiltà mondiale. Imperdibile.

RIVOLUZIONE GALILEO: L’ARTE INCONTRA LA SCIENZA

Padova, Palazzo del Monte di Pietà

18.11.2017 – 18.03.2018

www.mostrarivoluzionegalileo.it

 

Stefania Sgardiolo

Articolo tratto da“La Settimana”, domenica 26 novembre 2017