Grande partecipazione per l’appuntamento in ricordo dei cent’anni dalla fine della Grande Guerra 1915-1918

Tutti in piedi mentre il Coro Monte Pasubio intonava l’Inno di Mameli. Così si è aperto l’atteso appuntamento intitolato “Su sentieri di guerra sognando la pace. Memorie e testimonianze sul conflitto del 1915-1918”, svoltosi sabato 10 novembre presso l’auditorium del Seminario di Rovigo.

La Biblioteca del Seminario e l’Associazione culturale Barbuiani si sono messe insieme per dare voce a una realtà non pienamente conosciuta, ovvero la presenza dei cappellani militari e dei seminaristi diocesani nel primo conflitto bellico insieme alla descrizione delle vie di Rovigo che ricordano luoghi e personaggi del primo conflitto mondiale. La fonte storica è dai diari personali e dalle lettere inviate all’allora Vescovo Mons. Rizzi. Si tratta di fonti inedite che si condensano in memorie ancora vive e impregnate di sangue, racconti e testimonianze di giovani sacerdoti e seminaristi trascinati nei territori di guerra, provenienti dal fronte o dagli ospedali, i quali si confidavano con familiari e amici comunicando i momenti più difficili, sempre con animo pieno di fede, invocando e auspicando segni di fratellanza e armonia.

Paolo BordinPaolo Bordin, in rappresentanza dell’associazione Barbuiani ora presieduta da Umberto Pilatti, ha introdotto il tema, sottolineando l’importanza dell’incontro e invitando gli organizzatori per un breve intervento. Il Rettore del Seminario, don Paolo Cestarollo, ha ricordato alcuni valori, quali l’amicizia e la pace, che si dovrebbero perseguire sempre in ricordo di fatti luttuosi e coinvolgenti l’intera collettività. L’Assessore del Comune di Rovigo, Susanna Garbo, nel portare i saluti dell’amministrazione comunale, ha sottolineato la necessità di ripartire da quei sani principi che dovrebbero formare la società. Marco Chinaglia, per conto del Comitato Permanente per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali ed Ambientali in Polesine, ha rilevato la validità dell’iniziativa, quanto mai opportuna perché inserita nell’ambito della XXIV Settimana dei beni culturali, il cui tema è “La Grande Guerra e il Polesine: nelle retrovie del fronte”. Mons. Bruno Cappato, direttore della Biblioteca del Seminario, nel portare il suo contributo, ha ringraziato prima di tutto il dott. Adriano Mazzetti che si è dedicato con intelligenza e generosità a pensare e ad organizzare questa iniziativa; poi, riportando un episodio personale, faceva presente che La Grande Guerra a Rovigotutti i popoli sono chiamati ad essere uniti pacificamente sotto la comune preghiera del “Padre Nostro” che definisce la identità vera di ogni uomo e il rapporto che esiste tra le persone al di là del tempo e delle appartenenze. Il Coro Monte Pasubio, diretto dal Maestro Tempesta, ha intervallato alcuni brani propri e caratteristici di quel triste periodo.

Il prof. Leonardo Raito, studioso di storia, fin dalle prime battute della sua relazione ha messo in luce la brutalità delle ostilità interessanti milioni di uomini e che hanno distrutto famiglie e interi paesi. Ben oltre 650.000 furono le persone decedute e ancora più numerosi i feriti. Il volume “La grande guerra a Rovigo 1915-1918. Luoghi e personaggi nelle vie” racconta storie di combattenti che spesso incrociamo leggendo le vie dei nostri comuni a loro intitolate. Rovigo comprende infatti  numerosissime vie dedicate alla prima guerra mondiale, pur essendo stata una città di retrovia (che ha vissuto cioè la guerra prima e dopo). Vi erano collocati tanti ospedali, tra questi il Seminario Vescovile, Palazzo Roverella, l’edificio C. Roccati, l’ex Caserma Silvestri, la Chiesa del Sacro Cuore, l’ex Collegio dell’Angelo Custode, e altri.

Edoardo CarricatoQuanto alla corrispondenza si riscontra una enorme quantità di lettere, dove affiorano momenti di grande afflizione e di trepidazione, un immenso desiderio di pace e necessità di ricongiungimento con i propri cari. È stata una contesa anche di affetti, che alla fine vide una vittoria alquanto sofferta che concorse a creare la crisi dello Stato liberale e che portò con se il germe della nascente dittatura. Sono germogliate tante “microstorie” fatte di diverse percezioni e sensibilità, che fanno capire come il compito e la presenza dei cristiani siano state importanti e quello dei cappellani “coagulanti”. Per questo, continuava il relatore, non possiamo dimenticare le radici cristiane che si possono riscoprire nel ruolo dei cattolici a partire da quell’evento disastroso. Nell’undecismo “Quaderno della Biblioteca del Seminario” sono riportati alcuni brani di diari e di lettere scritte da seminaristi e preti cappellani, dove emergono aspetti quotidiani della vita militare ma anche lo sforzo di questi giovani di dare senso alla propria faticosa esperienza.

Fabiola FraccasciaVeramente belle, profonde e partecipate le considerazioni e le letture dei ragazzi del liceo classico “Celio- Roccati”, scritte da Edoardo Carricato e Matilde Chinarello della classe 4 A e da Fabiola Fraccascia della classe 4 B. Edoardo ha sottolineato che numerose sono le guerre nel mondo ma “nessuna di tutte queste risparmia vite umane, civili e militari, ma semina morte senza guardare nessuno in faccia”. Quanto ai cappellani e seminaristi coinvolti, Edoardo ha notato, dalla lettura delle lettere, che “erano persone umili, gioiose, serene e piene di vita, ben consapevoli del bisogno di pace che tutti, soldati e civili, villaggi e stati, avevano”. Fabiola, ha rimarcato come “la penna fu per loro un amico importantissimo” forse per “sopravvivere, o per recuperare quell’umanità celata dalla paura”, e si è chiesta come fosse possibile parlare di pace “circondati da morte, odio, violenza, dolore…”.

Il Vicario Don Damiano Furini, a conclusione, è intervenuto ringraziando sentitamente anche a nome del Vescovo Pierantonio Pavanello quanti si sono così ben adoperati per l’ottima riuscita del Convegno. Occorre fare memoria per creare e mantenere la pace: quando la storia si popola di nomi e cognomi, ha rammentato don Furini, non è più anonima. Si sono ricordati confratelli preti e seminaristi che hanno contribuito a costruire, partendo dai luoghi di sofferenza, con grande generosità e spirito di abnegazione e fede, la nostra Chiesa locale.

Giovanni Dainese

L’articolo intero è tratto da “La Settimana”, domenica 18 novembre 2018

 

Su sentieri di guerra sognando la pace

Memoria e testimonianze sul conflitto del 1915-1918

“Su sentieri di guerra sognando la pace”: è questo il titolo dell’appuntamento che si svolgerà sabato 10 novembre alle ore 16 nell’auditorium del Seminario Vescovile e che ricorderà i cent’anni dalla fine del primo conflitto mondiale.

Il programma prevede l’intervento di autorità e del professor Leonardo Raito dell’Università di Padova che analizzerà il volume dell’Associazione Renzo Barbujani “La Grande Guerra a Rovigo 1915-1918. Luoghi e personaggi nelle vie” e il “Quaderno della Biblioteca del Seminario con testimonianze sulla guerra ’15-’18”.

L’evento è promosso dalla Biblioteca del Seminario Vescovile, dall’Associazione Renzo Barbujani e dal Coro Monte Pasubio RovigoBanca con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo e della Provincia di Rovigo con RetEventi.

Il programma sarà scandito dalle lettere dal fronte lette dai ragazzi del Liceo Celio-Roccati e dall’accompagnamento musicale del Coro Monte Pasubio RovigoBanca diretto dal Maestro Pierangelo Tempesta.

Su sentieri di guerra sognando la pace