Un libro per cambiare

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“Sarebbero migliaia le storie da raccontare, per capire come la disabilità sia stata vissuta per secoli e secoli. Come sia stato difficile il percorso dei disabili per cambiare la storia […] Vale la pena di ricostruire anche le vicende personali dei protagonisti di questo mosaico collettivo” (p.30-31)

Il libro che vi proponiamo – presentato ad Adria a fine gennaio all’interno della XV edizione degli Incontri con l’autore – è l’ultimo lavoro di Gian Antonio Stella, autore e co-autore di vari bestseller, tra cui La Casta e L’Orda, e giornalista del Corriere della Sera.

“Diversi” ripercorre la storia dell’umanità dalla prospettiva di tutti coloro, uomini e donne, che hanno subito la discriminazione e l’imbarazzo, resistendo al disprezzo e all’odio, fino a riuscire poco alla volta a cambiare il mondo.

Stella constata come “…da un capo all’altro del mappamondo, a prescindere dai regimi o dai colori dei partiti, al centro degli interessi della politica non ci siano quasi mai quanti soffrono di qualche handicap, tollerabile, gravissimo che sia” (p.14). E che “più ancora delle difficoltà economiche pesano i pregiudizi: la disabilità sfugge alla normalità cui siamo abituati e che tanto ci rassicura” (p. 17).

L’autore, con la consueta dovizia di particolari sugli autori citati, racconta le storie di pregiudizio e di sterminio, iniziando dagli infanticidi dei bimbi disabili appena venuti al mondo nella Sparta di Licurgo e nella Roma di Seneca, proseguendo la storia dell’eugenetica dall’Inghilterra, agli USA, alla Svezia, all’Italia, al Giappone e arrivando all’allucinante e freddissimo procedimento di sterilizzazione ed eliminazione dei disabili nella Germania Nazista.

Stella dà però spazio anche alle storie di battaglie vinte, di percorsi virtuosi, di accettazione e di accoglienza: dall’imperatore Claudio a Stephen Hawking, le voci di milioni di “diversamente conformi” che hanno fatto la storia.

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Proprio una frase di Hawking dà il senso dell’intera opera di Stella:

“I buchi neri non sono neri come li si dipinge. Non sono prigioni eterne, come un tempo si pensava. Le cose possono uscire da un buco nero in due modi: o tornando all’esterno o ritrovandosi possibilimente in un altro universo. Così, se senti di essere in un buco nero, non arrenderti: c’è sempre una via d’uscita” (p.29).

Trovate il volume – ammesso al prestito – in numerose biblioteche del Sistema Bibliotecario Provinciale (per ricerche e info) e anche presso la nostra biblioteca, cui potete accedere secondo i consueti orari.