In memoria di Armando Rigobello

A Badia Polesine un incontro promosso dalla Biblioteca del Seminario di Rovigo e dalla Fondazione Stefanini di Treviso

Sabato 7 aprile a Badia Polesine si terrà un incontro su Armando Rigobello nel secondo anniversario della scomparsa. L’iniziativa è promossa dalla Biblioteca del Seminario di Rovigo, destinataria della preziosa biblioteca e dell’archivio personale del prof. Rigobello, e dalla Fondazione Luigi Stefanini di Treviso con la collaborazione della Consulta dei laici della Diocesi di Adria Rovigo e l’adesione di Istituzioni ed Associazioni culturali ed ecclesiali.

Rigobello Aprile 2018Il programma badiese del pomeriggio del 7 aprile prevede alle ore 16,00 un saluto dei promotori della manifestazione e delle Autorità. Seguirà una riflessione dell’avv.  Vielmo Duò su Il prof. Rigobello e Badia Polesine. Interverrà quindi il prof. Luigi Alici dell’Università di Macerata, già Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica, sul tema: Persona e vita morale: il pensiero e la testimonianza di Armando Rigobello. Dopo la discussione ci si trasferirà nella Parrocchiale di san Giovanni Battista per la santa Messa prevista per le ore 18,30.

È questo il primo di una serie di appuntamenti annuali che sulla scia della testimonianza personale e delle idee del prof. Rigobello intendono approfondire e proporre riflessioni sui cristiani d’oggi chiamati ad un confronto e dialogo cosciente e coraggioso col mondo moderno.

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Il cinquecento a Rovigo: personaggi nelle vie

Pubblicato il libro curato dall’Associazione Renzo Barbujani onlus, con la collaborazione della Biblioteca del Seminario di Rovigo

Storia, territorio e canto: questi gli elementi dell’appuntamento che ha visto convenire alla Sala Fiumina del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo sabato 17 dicembre un numeroso pubblico, che ha partecipato all’ultimo evento della XXIII Settimana dei Beni Culturali ed Ambientali, organizzata a livello provinciale dall’Apposito Comitato e che ha avuto come tema “Il ‘500 in Polesine: identità e patrimonio storico e artistico di un 500.1territorio tra Venezia e Ferrara, tra Riforma e Controriforma, tra Rinascimento ed Accademie”, organizzato dall’associazione Renzo Barbujani onlus con il Comune di Rovigo, il Museo, l’Associazione “Polifonico” Città di Rovigo e l’Associazione Culturale “Il Canto delle Muse – Rovigo Musica Antica”.

E’ stata l’occasione per la presentazione del libro “Il cinquecento a Rovigo: personaggi nelle vie”, pubblicato a cura dell’Associazione Renzo Barbujani onlus, e che è risultato di una ricerca condotta dalla vicepresidente Sandra Toso, con il supporto metolodologico e storiografico di Adriano Mazzetti e di Raffaele Peretto e con la collaborazione della Biblioteca del Seminario e del CPSSAE. L’idea, spiega Paolo Bordin, presidente della Barbujani, è stata quella di non redigere un saggio ma di editare un agile volumetto che raccogliesse schede di personalità del ‘500 con brevi cenni biografici e rimandi a opere, il tutto corredato con foto e immagini,  i cui nomi sono legati a vie, palazzi o ad altre evidenze monumentali in Rovigo, per ripercorrere anche una parta importante e significativa della storia della città, una piccola guida culturale anche se non esaustiva del capoluogo polesano.

Sono state così redatte diciotto schede riferite ad altrettanti personaggi del ‘500, che sono: Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Lorenzo e Cristoforo Canozi di Lendinara, Bartolomeo Roverella, Andrea Nicolio, Antonio Riccoboni, Beato Bernardino di Feltre, Antonio Burlini, Gaspare Campo, Giandomenico Roncale, Giovanni Bonifacio, Giovanni Tommaso Minadois, Girolamo Frachetta, Girolamo Frescobaldi, Issicratea Monti, Luigi Groto, Ludovico Ariosto, Ludovico Richieri, Xanto Francesco Avelli. Adriano Mazzetti nella sua relazione illustrativa ha passato in rassegna tutte queste personalità, citando aneddoti e rivelando curiosità, ricostruendo i loro rapporto con Rovigo e la sua comunità nel contesto delle vicende cittadine del ‘500, contribuendo così a fare un efficace affresco di quell’epoca che non fu priva di fermenti a livello locale.

Il volume ha ottenuto il patrocinio del Comune di Rovigo e della Provincia, ed è stato stampato grazie anche al contributo di alcuni sponsor, in primo luogo RovigoBanca, poi la Cattolica Assicurazioni, la Cassa Padana e RCE Foto.

 

Articolo tratto da“La Settimana”, domenica 24 dicembre 2017

Rivoluzione Galileo: l’arte incontra la scienza

In mostra a Padova fino al 18 marzo una pregevole stampa del 1600 proveniente dalla Biblioteca del Seminario

Scienziato, imprenditore, viticoltore, artista, farmacista, Galileo Galilei non è solo il formidabile rivoluzionario della scienza, ma anche un uomo dalla profonda cultura, un genio che, come tutti, ha passioni e debolezze. L’unicità del padre del metodo sperimentale si coglie in un affascinante viaggio dentro sette secoli d’arte in una grande mostra a Padova, inaugurata a Palazzo del Monte di Pietà il 18 novembre scorso e aperta fino al 18 marzo 2018.

Galileo1

Di Galileo, artista, poeta, letterato oltre che scienziato, parlano 150 opere nella rassegna concepita da Giovanni C. F. Villa e Stefan Weppelmann per la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Vi si delineano, per la prima volta, la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi protagonisti del mito italiano ed europeo. Capolavori dell’arte occidentale in dialogo con testimonianze e reperti diversi, per un’esposizione originale che consente di scoprire un protagonista della storia dell’umanità spesso più nominato che conosciuto.

Le molteplici sfaccettature della sua personalità si colgono lungo un percorso espositivo originale e ricco di testimonianze: dallo scienziato padre del metodo sperimentale al letterato esaltato da Foscolo e Leopardi, Pirandello e Ungaretti, De Sanctis e Calvino. Dal Galileo virtuoso musicista ed esecutore al Galileo artista, tratteggiato da Erwin Panofsky quale uno dei maggiori critici d’arte del Seicento; dal Galileo imprenditore – non solo il cannocchiale ma anche il microscopio o il compasso – al Galileo della quotidianità. Galileo2Poiché l’uomo, eccezionale per potenza d’intuizione e genio scientifico, lo era anche nei piccoli vizi e debolezze, quali gli studi di viticultura e la passione per il vino dei Colli Euganei – rifiutando la “vil moneta” baratta i suoi strumenti di precisione con vino “del migliore” – o la produzione e vendita di pillole medicinali. Numerose opere d’arte, a partire dagli splendidi acquerelli e schizzi dello stesso Galileo, disegnatore di alta qualità, documentano la “Rivoluzione Galileo”. Lo scienziato era un attento osservatore dell’arte che influenzò con le sue scoperte marchiando con le conquiste della scienza moderna la cultura artistica già nel primo Seicento: con la minuziosa resa della natura, come testimoniano le straordinarie opere di Brueghel e di Govaerts, e in una pittura che recepisce immediatamente la prorompente portata delle ‘macchine’ di Galileo.

Nel 1610 Galileo pubblica il Sidereus Nuncius e un effetto immediato si può scorgere nella celebre Fuga in Egitto di Adam Elsheimer, prima raffigurazione della Via Lattea; una notevole sezione di mostra racconta proprio della scoperta della Luna da Galileo, che ne riprodusse la faccia visibile con dettagli all’epoca sconvolgenti, fino ai giorni nostri. Poi, un racconto iconografico per capolavori, tra i quali spicca il dipinto del Guercino dedicato al mito di Endimione, con una delle prime raffigurazioni del cannocchiale perfezionato dallo scienziato pisano. In questa sezione è possibile ammirare una stampa del 1613 di proprietà della Biblioteca del Seminario Vescovile di Rovigo raffigurante la Fuga in Egitto, di Hendrick Goudt (da Adam Elsheimer).

Il curatore Villa porta i visitatori anche dentro alla “costruzione” del mito galileiano in epoca ottocentesca, secolo dei monumenti dedicati a Galileo, visto anche come uomo laico e testimone della scienza in opposizione all’oscurantismo religioso, per giungere alla trentaseiesima statua dei grandi padovani in Prato della Valle. Nella mostra è sviluppata anche un’ampia sezione d’arte contemporanea che da Previati, Pelizza da Volpedo e Balla giunge fino ad Anish Kapoor, al quale è dedicata l’opera di apertura. La parabola umana di Galileo, con successi, delusioni e dolori è testimoniata compiutamente in sette secoli di arte occidentale intrecciandosi con la scienza, la tecnologia e l’agiografia galileiana, a Padova che lo vide protagonista per 18 anni come docente. Un periodo che lo stesso scienziato ricordava come i più felici per la libertà concessagli dallo Studio patavino, allora ai vertici della cultura europea. Ed è la stessa Università degli Studi di Padova che, come ha annunciato il suo rettore, Rosario Rizzuto, ha deciso di affiancare alla mostra un programma di iniziative, incontri, approfondimenti sulla figura del genio toscano.

“Egli è ancora in grado di insegnare molto agli studenti di oggi: la libertà di pensiero, innanzitutto, la passione per la ricerca, la volontà di andare al di là di ciò che è il pensiero comune e lo può fare anche attraverso la mostra”, ha sottolineato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Antonio Finotti all’inaugurazione della mostra ribadendo inoltre una politica di prezzi contenuti con agevolazioni speciali per tutte le scuole.

Lo scrittore tedesco Borne scriveva: “Nel concerto del mondo i grandi spiriti sono solisti e le loro cadenze interrompono il ritmo uniforme della musica della vita”; la rassegna sa evidenziare il grande spirito dello scienziato e il suo impatto sulla civiltà mondiale. Imperdibile.

RIVOLUZIONE GALILEO: L’ARTE INCONTRA LA SCIENZA

Padova, Palazzo del Monte di Pietà

18.11.2017 – 18.03.2018

www.mostrarivoluzionegalileo.it

 

Stefania Sgardiolo

Articolo tratto da“La Settimana”, domenica 26 novembre 2017

Festività Natalizie 2017

La Biblioteca del Seminario sarà chiusa dal 27 dicembre al 5 gennaio in occasione delle festività natalizie, e riaprirà lunedì 8 gennaio 2018 con il consueto orario. In allegato, alcuni consigli di lettura sul Natale in una bibliografia che raccoglie libri e volumi reperibili tra i nostri scaffali:

FrecciaLetture per il tempo d’Avvento e di Natale

Auguri di buone feste dal personale della biblioteca!

 

Giuriati

Illustrazione di Paolo Giuriati

Cinquant’anni di studio e di ricerca nello storico edificio del Seminario di Via Sichirollo

Una storia che parte da lontano ed arriva ai nostri giorni con una formidabile ricchezza di cultura

“La fabbrica (del Seminario) è veramente maestosa con una ben disposta facciata, e un gran cortile che ha le sue logge intorno sì abbasso che in alto. V’è una scala assai nobile, un vasto dormitorio, un buon refettorio, la libreria, il teatro… e si ha buona ragione a sperare di vederlo in breve giro di tempo aperto agli studj e all’educazione della gioventù”. Così scriveva nel 1793 Francesco Bartoli nell’opera Le pitture sculture ed architetture della città di Rovigo, prima e validissima guida della città, richiamando i lavori in corso per la costruzione del seminario nuovo della diocesi realizzato dal vescovo mons. Arnaldo Speroni degli Alvarotti su disegno dell’architetto vicentino Domenico Cerato.

Archivio 1Sul progetto e sullo stile degli interventi edilizi di Cerato ha parlato ampiamente con documentazioni e disegni di grande interesse il prof. Stefano Zaggia mercoledì 29 novembre nella relazione di apertura del convegno Da luogo di formazione ad istituto di ricerca che si è svolto all’Archivio di Stato di Rovigo in occasione del 50^ della propria apertura al pubblico e dell’avvio di una crescente attività culturale e scientifica. L’iniziativa e stata congiuntamente promossa dall’Archivio di Stato e dalla Biblioteca del Seminario con l’intento di presentare agli studiosi e alla città una continuità ideale dalla fine del Settecento ai nostri giorni dell’edificio ideato dal Cerato.

L’appuntamento si è aperto con un caloroso benvenuto da parte del direttore dell’Archivio Luigi Contegiacomo seguito da un cordiale saluto del direttore della Biblioteca del Seminario don Bruno Cappato. Sono quindi intervenute la dott. Maria Pia Barzan del Segretariato Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e la dott. Alessandra Sguotti, assessore alla cultura del Comune di Rovigo, sottolineando l’apprezzamento per il servizio realizzato nella sede rodigina dell’Archivio e per le molteplici e qualificate esperienze di collaborazione. L’attività svolta in molti anni per il sostegno alle ricerche dei giovani, soprattutto universitari, come pure per favorire indagini storiche e catastali è stata ampiamente illustrata dal dr. Contegiacomo, protagonista non solo di un rilevante sviluppo dei servizi dell’Istituto divenuto sempre più riferimento per la vita culturale cittadina.

archivio-41.jpgI successivi interventi di due docenti universitari, Filiberto Agostini e Stefania Malavasi hanno confermato la stretta collaborazione per ricerche e per tesi di laurea che da molti anni si è instaurata tra gli atenei e un archivio come quello di Rovigo, caratterizzato da disponibilità ed apertura soprattutto verso i giovani ricercatori. Apertura più volte sottolineata dalla moderatrice dei lavori prof. Giorgetta Bonfiglio Dosio che ha dato atto di questo impegno al dr. Contegiacomo, prossimo alla pensione, anticipando al direttore uscente il cordiale ringraziamento che, a conclusione dei lavori, il dr. Pier Luigi Bagatin porgerà a nome degli altri operatori culturali polesani.

Dopo la pausa pranzo i lavori sono proseguiti sotto la guida di Adriano Mazzetti con le relazioni di Paola Vianello, di Emanuele Grigolato, di Marco De Poli e di don Torfino Pasqualin con interventi riguardanti le attività e il periodo nel quale l’edificio è stato sede del seminario diocesano.

La dott. Vianello, laureatasi col massimo dei voti e la lode pochi giorni or sono all’Università Cà Foscari di Venezia, ha presentato la sua ricerca sul vescovo Speroni e la biblioteca del Seminario soffermandosi sulle preziose opere della libreria del presule, tutte contrassegnate da eleganti ex libris. Il fondo speroniano infatti, costituisce il nucleo centrale della biblioteca del Seminario arricchita da donazioni di altri vescovi e sacerdoti nel corso dell’Ottocento e del Novecento e gestita con competenza e passione da bibliotecari di grande valore e capacità operative. In particolare nel corso del secolo scorso fu realizzata la catalogazione a stampa di oltre 20.000 volumi del fondo antico. Protagonista di questo impegno di catalogazione e di stampa fu don Aldo Balduin che, formatosi presso la  biblioteca vaticana negli anni ’30 del Novecento operò nella biblioteca del seminario per circa 60 anni qualificando e valorizzando il lavoro dei giovani seminaristi, anticipando in pratica quanto oggi propongono i programmi ministeriali con l’alternanza scuola-lavoro.

Archivio 2L’impegno di Aldo Balduin per biblioteca e tipografia è stato ricordato con un appassionato intervento da Emanuele Grigolato, funzionario e vice direttore dell’Archivio rodigino, mentre il dott. Marco De Poli, archivista presso l’Università di Padova e collaboratore dell’Archivio diocesano di Adria-Rovigo si è soffermato sull’Osservatorio astronomico annesso al Seminario, struttura di grande valore scientifico, avviata nel 1878 grazie alla competenza e passione del sacerdote polesano, don Gaetano Federspil. L’attività dell’Osservatorio, che nel corso della I guerra mondiale fornì informazioni quotidiane al servizio meteorologico del Comando Supremo, si protrarrà sino al 1952.

Ha concluso la serie delle relazioni pomeridiane don Torfino Pasqualin ricordando la vita quotidiana nel Seminario di via Sichirollo negli anni ’50-60 del Novecento, periodo caratterizzato da un alto numero di presenze di giovani, circa 200, e da intensa vita culturale e spirituale. Si è soffermato sul clima di serenità e di impegno che ispirava i programmi scolastici e il susseguirsi ordinato di attività nel corso della giornata: preghiera, messa, meditazione, scuola, passeggio, studio, ricreazione. Non mancavano momenti di distensione in un ambiente connotato da serietà ma anche da grande amicizia e cordiale collaborazione tra i seminaristi. Nella comunicazione di don Torfino ha trovato spazio anche il ricordo di professori e superiori. Tra questi il rettore mons.  Ferdinando Frison, il padre spirituale don Giuseppe Pavani, il prof. Giovanni Mari, il prof. Gino Marchi, mons. Fortunato Giavarini e don Fausto Andretto. A conclusione del suo intervento, illustrando alcuni episodi e atteggiamenti dei giovani che pur accettando pienamente le norme del seminario aspiravano ad una maggior conoscenza della cultura e della vita della società, il relatore ha posto in evidenza il graduale aprirsi dell’ambiente del seminario ad una dimensione più comunitaria ed attenta alle persone, partecipe del fermento che l’annuncio del Concilio stava portando anche nella nostra chiesa diocesana. Un grande applauso ha sottolineato l’apprezzamento del folto pubblico presente per la testimonianza di mons. Pasqualin, testimonianza che ha anticipato i temi della mostra inaugurata pochi minuti più tardi presso la biblioteca del Seminario.

Oltre ad un folto pubblico era presente ed è intervenuto mons. Vescovo, il rettore del Seminario don Paolo Cestarollo mentre una breve illustrazione dei pannelli della rassegna è stata proposta dal dr. Mazzetti e da Riccardo Volpin, uno dei seminaristi che assieme agli operatori della biblioteca del Seminario Francesca Borella e Francesco Tavernini hanno raccolto ed elaborato il materiale della mostra dal titolo significativo, Seminario: da chiostro a giardino.

Adriano Mazzetti

Articolo tratto da “La Settimana”, domenica 10 dicembre 2017

Seminario: da chiostro a giardino

La rassegna verrà presentata mercoledì 29 novembre

Mercoledì 29 novembre alle ore 17 nelle sale della Biblioteca del Seminario (Via Sichirollo, 74) verrà presentata ed aperta al pubblico la rassegna Seminario: da chiostro a giardino. L’iniziativa intende recuperare la memoria delle generazioni di preti che si sono formati nella storica sede del Seminario diocesano (ora Archivio di Stato) Convegno Archivio di Statoevidenziando le molteplici attività che gravitavano attorno alla preparazione spirituale ed intellettuale dei sacerdoti, dalla scuola alla formazione liturgica e teologica, dalla biblioteca al museo di scienze naturali che conservava raccolte e pezzi di particolare valore, dalla pinacoteca oggi depositata a Palazzo Roverella, alla tipografia, dall’Osservatorio meteorologico, situato nella torre adiacente alla struttura del Seminario, alla sala per manifestazioni teatrali e culturali, intitolata nel Novecento a mons. Sichirollo. Si trattava di una articolazione complessa ed efficiente di servizi che costituivano un mondo a parte, solo parzialmente aperto ai laici, salvo il Ginnasio frequentato nell’Ottocento, quando quella del Seminario era l’unica scuola superiore della città, anche da giovani non orientati al sacerdozio e pure da ragazzi della locale comunità ebraica. Le scelte della Diocesi negli anni ’60 del secolo scorso e il Concilio Vaticano II hanno determinato trasferimenti della sede del Seminario, una drastica diminuzione di alunni e soprattutto hanno fatto nascere una proposta educativa nuova, legata al territorio, alle comunità parrocchiali, alle famiglie ed aperta particolarmente al mondo giovanile.

Alcuni seminaristi hanno cercato di illustrare nei pannelli centrali della mostra il volto attuale ed accogliente del Seminario mentre gli operatori della Biblioteca hanno recuperato testimonianze sulla struttura del passato allorchè era evidente, anche nelle mura e nei chiostri ove si svolgeva la vita quotidiana dei seminaristi, il distacco dal mondo esterno.

La rassegna, che rimarrà aperta al pubblico sino al 15 dicembre con gli orari della biblioteca, sarà illustrata il 29 novembre al pomeriggio a conclusione di una intensa giornata di studi promossa congiuntamente dalla Biblioteca del Seminario e dall’Archivio di Stato di Rovigo. Ricorrono infatti quest’anno i cinquant’anni dall’apertura al pubblico della sede rodigina dell’Archivio di Stato in via Sichirollo, nei locali del vecchio convento agostiniano ristrutturati a fine Settecento dal vescovo mons. Arnaldo Speroni e destinati a Seminario diocesano.

Nella mattinata di mercoledì 29, dopo l’intervento di Stefano Zaggia che ripercorrerà le vicende dell’edificio progettato da Domenico Cerato, si soffermeranno sul ruolo dell’Archivio in relazione ai servizi e alle attese dei ricercatori Luigi Contegiacomo, Filiberto Agostini, Stefania Malavasi. Al pomeriggio invece si parlerà del Seminario di un tempo e delle strutture formative ad esso collegate con gli interventi di Paola Vianello, Emanuele  Grigolato, Marco De Poli. Concluderà i lavori un ricordo dell’intensa vita del Seminario negli anni ‘50 e ’60 del Novecento affidato a don Torfino Pasqualin. E prima delle 17 ci si traferirà nella sede attuale della Biblioteca del Seminario per una visita alla mostra Seminario: da chiostro a giardino.

Adriano Mazzetti

Articolo tratto da “La Settimana”, domenica 26 novembre 2017

In mostra a Costa i Benedettini in Polesine

Costa3Si aprirà sabato 21 ottobre alle ore 18.15 a Costa presso la Chiesa dei Caduti la mostra storico-documentaria sui benedettini a Costa e in Polesine realizzata dalla Biblioteca del Seminario di Rovigo e dal comune.

L’iniziativa ha preso lo spunto dalle numerose presenze benedettine nel territorio medio-polesano, Grignano, Costa, Gavello, S. Pietro in Maone, che hanno lasciato un segno e hanno influito sullo sviluppo della bonifica e dell’agricoltura. Costa, legata al monastero veneziano di S. Cipriano di Murano, ben rappresenta il miglioramento delle terre tra Adigetto e Canal Bianco avvenuto nel medioevo sostenuto dai monaci che ha consentito lo sviluppo di un rilevante centro abitato.

La rassegna rimarrà aperta sino a domenica 29 ottobre. Collegata all’iniziativa sarà la serata di mercoledì 25 ottobre presso la Biblioteca comunale di Costa per un approfondimento dei temi della mostra. Dopo il saluto degli amministratori locali interverranno il direttore della Biblioteca del Seminario Don Bruno Cappato, il dott. Raffaele Peretto presidente CPSSAE e il dott. Adriano Mazzetti già direttore dell’Accademia dei Concordi.

Orari di visita della mostra:

Domenica 23   10.00-12.00, 16.00-18.00

Lunedì 24   10.00-12.00

Venerdì 27   16.00-18.00

Sabato 28   16.00-18.00

Domenica 29   16.00-18.00

Chiusura estiva e consigli di lettura

libri-vacanzeLa Biblioteca del Seminario sarà chiusa per tre settimane da lunedì 31 luglio a venerdì 18 agosto 2017 e riaprirà al pubblico lunedì 21 agosto con il consueto orario, ovvero il mercoledì dalle 9.30 alle 17.30 e il lunedì, martedi, giovedì e venerdì mattina tramite appuntamento telefonico chiamando il numero 0425/360648 o scrivendo un’e-mail a bibliotecaseminariorovigo@gmail.com.

In allegato alcuni consigli di lettura sul tema del viaggio, in una bibliografia che raccoglie libri e volumi reperibili tra i nostri scaffali: Felice chi ha la strada nel cuore

Don Lorenzo Milani: una bibliografia

Don MilaniA cinquant’anni dalla scomparsa di don Lorenzo Milani e in occasione della storica visita di Papa Francesco a Barbiana la Biblioteca del Seminario propone una selezione libri che delineano la sua figura e approfondiscono il suo pensiero di sacerdote ed educatore.

Una selezione che non pretende di essere esaustiva ma che vuole essere punto di partenza per la comprensione di una figura di cui molto si è detto ma di cui poco si conosce veramente.

Freccia  Don Lorenzo Milani tra Chiesa, cultura e scuola